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I sindacati: stop a tutti i tagli

I sindacati: stop a tutti i tagli

Nel documento unitario si chiedono altri due anni di cassa integrazione

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OLBIA. Tutti insieme (o quasi). I sindacati hanno firmato ieri il primo documento unitario dopo l’annuncio dei licenziamenti. E per la prima volta hanno ufficializzato quale sarà la loro posizione nelle trattative con l’azienda e nell’incontro con il Governo e la Regione: altra cassa integrazione al posto dei tagli al personale, 1634 tra compagnia aerea e hangar.

Il documento è firmato da Cgil, Cisl, Ugl, Cobas, Usb e Apm (associazione piloti Meridiana; non è stata coinvolta la Uil.

«Non c’è tempo per sfidare un management nascosto dietro le barriere – attaccano i sindacati –. Non c’è tempo per costruire piani industriali in tre giorni; peraltro non c’è in azienda qualcuno capace di farlo. I fatti dicono che il management può solo violar le leggi, travasare attività in Air Italy e chiudere Meridiana. La proprietà (l’Aga Khan, non citato, ndr) ha scelto questo inadeguato management dopo aver sbagliato diverse scelte precedenti. Ma dopo questo fallimento c’è un’altra strada, non i licenziamenti».

E, per le sigle sindacali, la strada è quella che porti a un «accordo per la collocazione in cigs del personale per riorganizzazione aziendale. Uno strumento disponibile, che non ha bisogno di legislazione speciale. L’accordo si può sottoscrivere alla fine del periodo attuale di cigs, nel giugno del 2015, e permetterà di salvaguardare tutta l’occupazione e di avere due anni di tempo utili alla proprietà per decidere che cosa fare della propria azienda. È una piattaforma concreta, siamo pronti a ricercare un accordo immediato. Ci si salva e si costruisce tutto insieme».

È dunque questa la mossa che i sindacati oppongono a quella dell’azienda. Che però, sembra ormai chiaro, non vuole tornare indietro: o ci sono i tagli o la compagnia salta, è la posizione della società dell’Aga Khan.

E con i tagli, si sa, a essere penalizzata è Olbia. Ma anche la base di Cagliari.

«Quella ricevuta più che una procedura di mobilità rappresenta una vera e propria campagna di pulizia etnica – attacca Marco Bardini, capo di Ali (associazione cassaintegrati Meridiana) –. La procedura attivata è infatti un atto di ostilità verso i sardi e la Regione Sardegna in cui è concentrata la gran parte della mattanza in corso. Il preordinato travaso di attività verso Air Italy - tollerato dai troppi sindacati allineati - è la principale causa degli esuberi e rappresenta un'operazione che non ha precedenti nella storia industriale italiana. La Regione deve scendere in campo, nella persona del Presidente Pigliaru, con la stessa energia posta nelle vertenze minori di Alcoa, Vynils, Eurallumina e Keller le quali, tutte insieme, non raggiungono i numeri della macelleria sociale in corso in Meridiana. La presidenza del Consiglio dei Ministri, in piena campagna elettorale, è scesa in campo risolvendo la vertenza Electrolux e salvando dal licenziamento i suoi 500 Lavoratori che, numericamente, costituivano un terzo degli esuberi di Meridiana» chiude l’associazione dei cassa integrati. (g.pi.)

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