Tinet, licenziati dagli americani
La Uil denuncia: «Un’azienda sana vittima delle speculazioni»
CAGLIARI. Altri 16 posti di lavoro sono in bilico. A denunciarlo è il segretario regionale della Uil-com, Tonino Ortega, con una lettera alla Regione in cui racconta come sia in pericolo il futuro della Tinet, società leader mondiale nella fornitura di servizi Internet. Nata nel 2002 nel polo tecnologico di Sa Illetta , l’anno scorso è stata acquistata dall’americana Gtt e ha continuato a produrre utili. Ma all’inizio del mese la società statunitense ha annunciato la chiusura della sede cagliaritana e il trasferimento dell’attività in un’altra sede del gruppo, con «l’immediato licenziamento di tutto il personale». Per la Uil, «è l’ennesima attacco arrogante di multinazionali senza scrupoli che solo per opportunismo speculativo trasferiscono il il lavoro». Nel sollecitare l’intervento della Regione, Ortega scrive: «Oggi la perdita anche di un solo posto rende ancora più pesante il dramma della Sardegna. Nel caso della Tinet addirittura esportiamo conoscenza, l’unica risorsa che ancora produciamo, senza alcun ritorno per il territorio, costretto invece a pagare un altro tributo pesante».
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