la protesta a 30 metri d’altezza
OLBIA. Ora lo sciopero della fame contro l’Aga Khan. Sono lì, a 30 metri d’altezza, su un traliccio dell’aeroporto, dalla mattina del 15 ottobre. Tredici giorni, quattordici notti con quella appena...
OLBIA. Ora lo sciopero della fame contro l’Aga Khan. Sono lì, a 30 metri d’altezza, su un traliccio dell’aeroporto, dalla mattina del 15 ottobre. Tredici giorni, quattordici notti con quella appena passata. Ma Andrea Mascia, pilota, e Alessandro Santocchini (Sax, come lo chiamano gli amici), assistente di volo, non mollano. Anzi. Saliti lì per protestare contro i tagli al personale di Meridiana, per protestare prima contro l’ad Scaramella e poi contro l’Aga Khan, non hanno alcuna intenzione di scendere. Nonostante l’avvio dei licenziamenti. Ecco il comunicato che Mascia e Santocchini, ieri a tarda sera, hanno inviato alle magliette rosse (e a tutti i colleghi che li stanno aiutando giorno dopo giorno. «Quando siamo saliti sul palo sapevamo che quello di oggi (ieri, ndr) sarebbe potuto essere uno scenario probabile.
Nulla è cambiato nei loro intenti, il numero 1634 era ieri e 1634 è ancora oggi - scrivono -. Non siamo andati avanti ma non siamo neanche tornati indietro, ora non c'è più neanche l'illusione, per i più defilati, di guadagnarsi la benevolenza dell'azienda. Si riparte da zero ancora più arrabbiati e più determinati, in questi giorni abbiamo fatto molto ma dovremo fare molto di più perché ora siamo tutti consapevoli di avere perso il lavoro. Oggi Andrea ha iniziato lo sciopero della fame qui sul palo e Sax vigilerà sulla sua salute. Entrambi ci aspettiamo da tutti voi una uguale partecipazione studiando in sinergia con tutte le basi ogni azione ed evento che possano disturbare le istituzioni, il management Meridiana e soprattutto il suo azionista. Firmato Andrea e Sax». (g.pi.)
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