In calo i fallimenti delle imprese sarde
Secondo Unioncamere le aziende che portano i libri in tribunale sono diminuite: 1,3 ogni mille. Sopra la media nazionale
SASSARI. Sono sempre meno le imprese sarde che avviano procedure fallimentari. È questo il dato che emerge dall’analisi dei dati 2015 diffusa nei giorni scorsi da Unioncamere. Il tasso di fallimento delle aziende isolane è quasi la metà della media nazionale e nel 2015 le aziende che hanno gettato la spugna sono il 13% in meno rispetto al 2014: numeri che non necessariamente sono da considerare come positivi.
I numeri. L’analisi è stata condotta su un paniere di oltre 160mila aziende sarde. Secondo i dati – elaborati da Unioncamere e Infocamere - la Sardegna, con un tasso di fallimento dell’1,3 ogni mille imprese registrate è seconda solo alla Valle d’Aosta (1,2). Questo vuole dire che la corsa al fallimento delle imprese sarde ha subito un brusco rallentamento. E tradotto in numero di aziende significa che nel periodo compreso tra gennaio e novembre 2015 sono state aperte “soltanto” 223 procedure fallimentari ogni 1000 imprese registrate. Un dato migliore rispetto allo stesso periodo del 2014, quando le aziende a portare i libri in tribunale sono state 257 ogni 1000, registrando dunque un calo percentuale dei fallimenti del 13,2%. Ma non bisogna lasciarsi ingannare dai freddi numeri, poiché il calo dei fallimenti potrebbe anche significare che chi ha dovuto portare i libri contabili in tribunale lo abbia già fatto negli anni precedenti.
Tendenza nazionale. Su venti regioni, la contrazione nell’apertura di nuovi fallimenti si limita a 11, mentre le altre fanno segnare incrementi di diversa intensità.
I dati fatti registrare dalle imprese sarde sono apparentemente migliori rispetto a quelli nazionali: circa un punto percentuale di differenza sul tasso di fallimento e una diminuzione percentuale tra 2014 e 2015 di oltre 10 punti percentuali in più.
Infatti, tra gennaio e novembre 2015 le procedure fallimentari aperte dalle aziende della penisola sono state 12.583, contro le 13.223 del corrispondente periodo del 2014. In termini percentuali, la frenata nazionale è vicina al 5% e segna un’inversione di tendenza rispetto al trend degli ultimi quattro anni.
La Sardegna invece, secondo le elaborazioni fornite da Unioncamere, è fra le regioni dove i fallimenti hanno inciso di meno sul tessuto imprenditoriale locale.
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