La Nuova Sardegna

Meridiana, i sindacati contro l’amministratore delegato

Tiziana Simula
Meridiana, i sindacati contro l’amministratore delegato

Forti critiche a Richard Creagh: «Non rispetta gli impegni assunti con i lavoratori»

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OLBIA. Mai l’avesse detto, Richard Creagh. «Mi aspetto che il supporto offerto a Ryanair venga adesso trasferito alla compagnia aerea della Sardegna», aveva scritto qualche giorno fa, l’amministratore delegato di Meridiana. Parole che hanno fatto imbufalire i sindacati. Che l’hanno definita «un’indecorosa supplica». Il suo intervento ha scatenato la durissima reazione di svariate sigle sindacali, tutte compatte nel condannare l’atteggiamento dell’ad. Che di fronte alla minaccia di Ryanair di abbandonare gli scali sardi, anziché presentare un piano industriale che dia un futuro al vettore e ai suoi lavoratori, ha chiesto un sostegno economico da parte degli imprenditori privati. E ciò mentre sta ormai per scadere la cassa integrazione straordinaria. Un immobilismo aziendale che i sindacati non intendono accettare: da qui, la richiesta di un incontro urgente col Governo «al fine di verificare gli inadempimenti aziendali sugli accordi presi».

«Dopo mesi di assoluto silenzio, il comunicato dell’ad di Meridiana rivela, in tutta la sua drammaticità, l’imbarazzante assenza di qualsiasi strategia tesa a recuperare quote di un mercato del trasporto aereo in costante crescita e dal quale la compagnia sarda è totalmente tagliata fuori a causa dell’assoluta inadeguatezza manageriale – denunciano in un documento congiunto, le strutture sindacali aziendali e territoriali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl-Ta, Anpav e Apm – Alla minaccia da parte di Ryanair di abbandonare gli scali sardi, sarebbe dovuta seguire una forte e orgogliosa reazione da parte del Gruppo Alisarda, peraltro fortemente stimolata e supportata dai tutti i suoi lavoratori».

I sindacati si sarebbero insomma aspettati che Meridiana dichiarasse di voler tornare ad essere il vettore di riferimento per i sardi, proponendosi al mercato con soluzioni concrete. «Ed invece cosa fa l’ ad? Un’indecorosa supplica affinché anche Meridiana diventi destinataria di un sostegno economico da parte di quegli imprenditori privati che in queste settimane tentano, con azioni estreme, di porre una pezza al disastro prodotto dalla politica nei trasporti sardi», attaccano le organizzazioni sindacali. Che ricordano come «a fondamento dell’accordo ministeriale sull’ulteriore anno di cassa integrazione straordinaria, ormai in scadenza, c’era l’impegno aziendale di reinternalizzazione dell’attività ceduta, oltre che di sviluppo di un piano industriale capace di riposizionare Meridiana sul mercato e consentirle così il recupero dei livelli occupazionali». Ma a distanza di nove mesi da quella firma, i sindacati denunciano che «nessuno degli impegni aziendali, dei quali il Governo è garante, è stato onorato». Dunque, non c’è più tempo da perdere. Rsa e sigle territoriali fimatarie del documento fanno sapere di aver dato mandato alle rispettive segreterie e presidenze nazionali per chiedere un incontro col Governo, riaprendo così il tavolo di confronto.

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