La Nuova Sardegna

«Canto le battaglie di noi donne»

«Canto le battaglie di noi donne»

La cantautrice Claudia Crabuzza presenta oggi al Vecchio Mulino il suo primo disco da solista

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SASSARI. La prima metà dell’obiettivo è stata raggiunta e superata; adesso, entro il 19 febbraio, bisogna centrare il bersaglio. Fino a quella data, infatti, resta aperto il crowdfunding lanciato su Musicraiser.com da Claudia Crabuzza, voce delicata e potente del gruppo etno-folk Chichimeca, per stampare le copie di “Come un soldat”, il suo primo disco da solista in uscita a marzo.

Intanto stasera alle 18, al Vecchio Mulino di Sassari, la cantautrice algherese, accompagnata da Caterinangela Fadda e Felice Carta, dà un piccolo saggio di alcune delle dieci canzoni che compongono l’album, tutte in algherese, compresa la cover di “Ninna nanna alla mia mamma” dell’artista di Aversa Bianca D’Aponte, già presentata l’anno scorso al Premio Tenco. Nonostante il titolo ripreso da uno dei brani, “Come un soldat” non è un lavoro pessimista e marziale. È invece energicamente battagliero senza rinunciare alla tenerezza, perché parla di tematiche molto femminili e si sa «che le donne spesso devono battagliare il doppio rispetto agli uomini -spiega Claudia Crabuzza- per poter lavorare, per avere una famiglia, per essere serene, soprattutto in un paese abbastanza arretrato su questo piano come l’Italia». Lei parla di battaglie, ma da ogni suo gesto si vede che la lotta e l’impegno li vive anni luce lontano dalle asprezze acide tardo-femministe, più vicina, invece, al suo mito di sempre, la pittrice Frida Khalo, alla quale è dedicata “L’altra Frida”. E poi Claudia Crabuzza è madre di tre figli maschi da far crescere nel dialogo con l’altra metà del cielo e proprio ai suoi bambini sono dedicate alcune delle nuove canzoni. «La nascita ha ispirato tutto il disco -racconta- e per me è come una specie di danza cadenzata dai battiti di un dolore che poi porta a una gioia immensa. Una gioia che voglio dedicare a chi soffre anche di più ma senza avere in cambio niente di così bello». Dal disco viene fuori uno sguardo consapevole e allo stesso tempo fiducioso sulla vita, sottolineato da un suono accattivante, internazionale e orecchiabile ma mai banale.

«Le musiche sono state composte dal mio compagno, Fabio Sanna, -racconta - e poi arrangiate e incise da due importanti musicisti di Barcellona, Julian Saldarriaga e Dani Ferrer, con il fonico Roger Marín. Per i catalani è molto interessante sentire ciò che proviene da qui, perché il catalano di Alghero ha un suono molto più antico di quello parlato attualmente in Spagna e riporta alla memoria vocaboli e strutture desuete. La Catalogna è un mercato ricettivo: promuoverò il disco e farò delle date lì, anche perché l’etichetta che lo produce è proprio catalana». Per quanto riguarda la Sardegna e il resto d’Italia, invece, «suonare nelle piazze è diventato praticamente impossibile e non esiste nemmeno più quella realtà diffusa di locali underground che c’erano quindici anni fa. Però si sta diffondendo la tendenza a fare piccolissimi concerti in casa, in un ambiente più intimo, senza amplificazione. Con il crowdfunding, tra le varie possibilità, c’è anche quella di comprare un concerto da condividere tra amici. E spero di poter organizzare presto a casa mia uno spazio per fare concerti e cene, un piccolo centro di musica e arte».(grab)

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