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Dna agli inglesi: è scontro politico

Interrogazioni dei Riformatori e di Unidos, critiche anche dai Rossomori


20 luglio 2016


SASSARI. La vendita dal patrimonio genetico di 13mila sardi ha scatenato le reazioni della politica isolana, particolarmente critica soprattutto nei movimenti d’opposizione.

I Riformatori sardi hanno già presentato un’interrogazione in Regione, con Luigi Crisponi primo firmatario: «Al Presidente Pigliaru, a cui è rivolta l'interrogazione, chiediamo se era a conoscenza della vendita del patrimonio biologico e se non ritenga opportuno avviare una indagine interna per la grave disattenzione mostrata in un frangente così delicato».

I Riformatori sardi hanno anche chiesto di mantenere l'uso dei dati nel perimetro della ricerca isolana.

«Un'operazione finanziaria ha portato alla svendita del più grande patrimonio genetico della Sardegna. Tredicimila referti genetici ogliastrini venduti a Londra come se niente fosse, nel silenzio di istituzioni e politica», ha detto Mauro Pili, deputato di Unidos, che ha presentato un’interrogazione urgente al ministro della Ricerca e della Salute. Secondo l'ex governatore sardo, si tratta di «un'operazione di lunga gittata, un investimento per poche centinaia di migliaia di euro, 258.000, mentre il valore sarebbe superiore ai 4 milioni La speranza», ha sottolineato Pili, «è che vengano coinvolte le università sarde. Se così non fosse lo scippo sarebbe ancora più grave».

Un pensiero condiviso dal consigliere regionale Emilio Usula, dei Rossomori, che ha segnalato la vendita dei codici genetici all’attenzione del Consiglio come “fatto di una gravità fuori dal comune” la vendita all’asta per soli 258.000 euro «una parte del patrimonio genetico della popolazione ogliastrina, 230.000 campioni di 13.000 cittadini, per iniziativa di una società londinese quotata in borsa e cresciuta, sempre i in borsa nel frattempo di ben 11 punti. Tutto questo», ha protestato Usula, «è accaduto nel colpevole silenzio della politica. Noi invece riteniamo che non sia lecito che il nostro patrimonio genetico possa essere nella disponibilità esclusiva di una società estera per una cifra da elemosina».

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