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Redditi in calo, la crisi ha colpito l’isola 

In picchiata anche il numero dei contribuenti. In Gallura si registra il crollo più netto: meno 5,24 per cento


06 giugno 2017 di Claudio Zoccheddu


SASSARI. Otto anni possono essere una vita, soprattutto quando si tratta di quelli compresi tra il 2008 e il 2016. Cioè quelli successivi alla grande recessione partita dal mercato immobiliare degli Stati Uniti nel 2007 che poi ha contagiato l’economia mondiale, a eccezione di Cina e India. Gli effetti sulla Sardegna sono stati misurati dal Sole 24Ore che ha rapportato la recessione ai redditi dei cittadini di tutta Italia. Una misurazione che ha evidenziato il crollo dei valori delle dichiarazioni soprattutto nella provincia di Olbia-Tempio, seconda in tutta Italia solo a Prato, dove i redditi sono letteralmente crollati facendo segnare un -5,24 per cento che equivale a un reddito medio di 17126 euro. Il crollo dei redditi medi ha investito anche le province di Carbonia-Iglesias (16684 euro con un -2,91 per cento), Sassari (17883 euro pari a una perdita percentuale del 2,06), Cagliari (19740 euro e un calo dell’1,94 per cento) e, infine, il Medio Campidano con 14651 euro di reddito medio che vale un calo rispetto al 2007 dello 0,49 per cento. Nel crollo dei redditi, però, deve essere calcolato il “sommerso” perché il crollo dei redditi medi può essere la conseguenze dalla scomparsa, agli occhi del fisco, di alcuni contribuenti che potrebbero essere passati al lavoro irregolare. Nella graduatoria dei redditi medi ci sono anche alcune sorprese: tra le province in cui il reddito medio dichiarato nel 2016, quindi relativo all’annata d’imposta del 2015, ce ne sono tre in Sardegna in cui le dichiarazioni dei redditi hanno guadagnato qualcosa: in Ogliastra, dove il reddito medio dichiarato è di 15229 euro, è stato registrato un aumento dell’1,70 per cento. La stessa situazione, per quanto con valori leggermente inferiori, è stata registrata a Oristano, 15650 euro di reddito medio che valgono una crescita dello 0,69 per cento, e Nuoro, 15670 euro con un aumento dello 0,28 per cento.
Il numero totale dei contribuenti, invece, dal 2007 è cresciuto solo a Olbia-Tempio dove sono stati censiti 102488 che valgono un labile aumento dello 0,18 per cento. Nel resto dell’isola, invece, i numeri raccontano di un crollo verticale. Si parte da Cagliari, -2,33 per cento, fino ad arrivare all’Ogliastra (-3,32 per cento), Carbonia-Iglesias (-4,06 per cento), Oristano (-5,59 per cento), Sassari (-5,62 per cento), Medio Campidano (-6,43 per cento) e infine Nuoro (-6,49 per cento). Il conto del reddito totale dichiarato dai contribuenti, provincia per provincia, è in calo in tutta Italia a eccezione della provincia di Bolzano. La Sardegna, infatti, non fa eccezione: l’Ogliastra perde l’1,6 per cento ed la perdita più contenuta perché Cagliari perde il 4,2 per cento, Oristano il 4,9 per cento, Olbia-Tempio il 5,1, Carbonia-Iglesias e il Medio campidano il 6,9 mentre chiude Sassari che invece ha subito un crollo pari al 7,6 per cento.
Un altro dato che la dice lunga sulla situazione economica dell’isola riguarda la graduatoria che fotografa il crollo tra il 2007 e il 2015 dei contribuenti con un reddito che supera i 75mila euro: negli ultimi dieci posti ben cinque sono occupati dalle province sarde con Carbonia-Iglesias, Oristano, Nuoro, Ogliastra e, infine, il Medio Campidano.

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