Tuvixeddu, l’impresa Cualbu: «Ricorreremo in Cassazione»

La necropoli di Tuvixeddu

Soddisfatti gli ecologisti: «Il bene-paesaggio prevale sugli interessi economici e delle aziende»

CAGLIARI. «Siamo sconcertati»: questo il commento dell'imprenditore Gualtiero Cualbu, titolare dell'omonimo gruppo, alla decisione della Corte d'Appello di Roma che ha tagliato drasticamente il risarcimento per la mancata realizzazione del piano immobiliare su Tuvixeddu. Da parte sua il figlio Giuseppe Cualbu annuncia all'Ansa un ricorso per Cassazione: «Per quanto ci riguarda è una vicenda ancora lontana dall'essere chiusa, riteniamo che questa sia una sentenza ingiusta ed erronea, per questo sarà presentato un ricorso alla Suprema Corte».

Altri fronti restano aperti: «Esiste un accordo di programma - ricorda Giuseppe Cualbu - sono state cedute delle aree da parte del privato e sono state anche realizzate delle opere, per noi la questione è tuttora aperta».

Grande al contrario la soddisfazione di Maria Antonietta Mongiu, assessora ai beni culturali ai tempi della giunta Soru: «Finalmente forse si metterà una parola fine a questa vicenda e mi auguro ora che questi 80 milioni che il privato dovrà restituire saranno spesi su Tuvixeddu. Questa decisione conferma che in quell'area non si può costruire nulla, non solo non si potevano fare i palazzi, ma nemmeno le strade e le fioriere».

Sulla stessa linea il leader storico di Legambiente Vincenzo Tiana: «La sentenza conferma che la tutela del paesaggio viene prima degli interessi economici e imprenditoriali perché il paesaggio è un bene tutelato dalla Costituzione».

Nessuna sorpresa per Maria Paola Morittu, vicepresidente nazionale di Italia Nostra: «Eravamo sicuri che il lodo arbitrale fosse illegittimo perché era contrario a una sentenza definitiva con lo stesso oggetto. Il Consiglio di Stato era stato chiarissimo sulla piena legittimità del vincolo e sulla prevalenza di questo sull’accordo di programma, la Corte d’Appello civile di Roma l’ha confermato».

Stefano Deliperi, leader del Grig, è «molto soddisfatto» e «si augura che questa decisione apra la strada all’aggiornamento del Puc di Cagliari in base al Ppr e alla co-pianificazione che dovrà condurre alla realizzazione del grande parco archeologico di Tuvixeddu».
 

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