Ma i ribelli convocano il partito
Convention a Cagliari il 17 novembre: ci saremo tutti, stop alle decisioni di pochi
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ORISTANO. Assenti sì, muti mai. Come avevano annunciato, i sei dissidenti di Forza Italia, gli anti-Cappellacci, hanno disertato la direzione convocata dal coordinatore regionale che contestano. Però alle 15.40, sette minuti dopo l’avvio dell’altrui conclave, hanno lanciato il loro contro-evento: gli stati generali, sabato 17 novembre, alla Fiera di Cagliari.
Il comunicato. Salvatore Cicu, Pietro Pittalis, Alessandra Zedda, Antonello Peru, Marco Tedde e Stefano Coinu, i dissidenti, hanno scritto in una mail: «Quel giorno riuniremo tutto il partito», e proprio quel tutto è il guanto di sfida lanciato verso chi era riunito a Oristano. Chissà però se i sei sapevano (pare di no) del comunicato del Cavaliere, spedito appena pochi minuti prima da Roma, con cui nei fatti è stata confermata la fiducia a Cappellacci. Può averli spiazzati, ma sono andati comunque dritti come un treno.
La convention. Secondo loro, a Cagliari, quel giorno, finirà l’individualismo di Cagliari, perché – hanno scritto – «apriremo un confronto con il territorio e con le voci della comunità, per ribadire il radicamento che ha sempre contraddistinto Forza Italia in Sardegna. Partito che anche oggi, deve risvegliare e mettere in prima linea la partecipazione della nostra gente a un progetto politico nuovo, alternativo al fallimento e ai danni prodotti dal centrosinistra». Alla Fiera «saranno presenti sindaci e consiglieri comunali» e soprattutto «ci sarà il popolo di Forza Italia». Anche questa è una sfida, perché dall’altra, sempre secondo loro, c’è «invece un coordinatore da solo e isolato».
L’attacco. Confermate le accuse, i ribelli hanno scritto: «Oggi invece è indispensabile che tutti si sentano coinvolti e protagonisti», per permettere «al partito di riaffermare quel ruolo guida che ha sempre avuto nel centrodestra». È arrivato quindi «il momento di uscire dal pensiero vuoto e sterile che le sorti dell’Isola possano essere decise in una stanza ristretta a pochi».
Il programma. Infine i sei hanno lanciato una strategia elettorale: «La Sardegna, i sardi, chiedono risposte concrete. Lo chiedono nei trasporti, nello sviluppo. Lo chiedono nel lavoro, priorità assoluta per i giovani». Fino ad arrivare a questa conclusione: «Per questo dobbiamo richiamare tutto il partito a una sfida comune, riaffermando quel ruolo guida che ci spetta». (ua)
Il comunicato. Salvatore Cicu, Pietro Pittalis, Alessandra Zedda, Antonello Peru, Marco Tedde e Stefano Coinu, i dissidenti, hanno scritto in una mail: «Quel giorno riuniremo tutto il partito», e proprio quel tutto è il guanto di sfida lanciato verso chi era riunito a Oristano. Chissà però se i sei sapevano (pare di no) del comunicato del Cavaliere, spedito appena pochi minuti prima da Roma, con cui nei fatti è stata confermata la fiducia a Cappellacci. Può averli spiazzati, ma sono andati comunque dritti come un treno.
La convention. Secondo loro, a Cagliari, quel giorno, finirà l’individualismo di Cagliari, perché – hanno scritto – «apriremo un confronto con il territorio e con le voci della comunità, per ribadire il radicamento che ha sempre contraddistinto Forza Italia in Sardegna. Partito che anche oggi, deve risvegliare e mettere in prima linea la partecipazione della nostra gente a un progetto politico nuovo, alternativo al fallimento e ai danni prodotti dal centrosinistra». Alla Fiera «saranno presenti sindaci e consiglieri comunali» e soprattutto «ci sarà il popolo di Forza Italia». Anche questa è una sfida, perché dall’altra, sempre secondo loro, c’è «invece un coordinatore da solo e isolato».
L’attacco. Confermate le accuse, i ribelli hanno scritto: «Oggi invece è indispensabile che tutti si sentano coinvolti e protagonisti», per permettere «al partito di riaffermare quel ruolo guida che ha sempre avuto nel centrodestra». È arrivato quindi «il momento di uscire dal pensiero vuoto e sterile che le sorti dell’Isola possano essere decise in una stanza ristretta a pochi».
Il programma. Infine i sei hanno lanciato una strategia elettorale: «La Sardegna, i sardi, chiedono risposte concrete. Lo chiedono nei trasporti, nello sviluppo. Lo chiedono nel lavoro, priorità assoluta per i giovani». Fino ad arrivare a questa conclusione: «Per questo dobbiamo richiamare tutto il partito a una sfida comune, riaffermando quel ruolo guida che ci spetta». (ua)
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