Allarme case di riposo a Sassari 80 positivi

I tamponi eseguiti dai medici militari a Casa Serena: 63 sono anziani ospiti Solinas e Nieddu: test per tutti. Raddoppio dei posti nelle terapie intensive

CAGLIARI. Il picco ci sarà, ma non si ancora quando. A metà aprile? È possibile, o forse potrebbe scatenarsi anche molto prima. «Qualunque sia la data, non ci troverà certo impreparati», ha detto il governatore Christian Solinas, nel suo quinto punto stampa su come «insieme possiamo, dobbiamo vincere la guerra contro il coronavirus». Però prima di affrontare un’emergenza futura – da evitare in ogni modo – è come sempre la stretta attualità a tener banco. Oggi a essere sotto scacco sono le case di riposo. A cominciare da Casa Serena, a Sassari, con 63 casi positivi fra gli anziani e 17 fra il personale sanitario in un giorno solo. Poi l’allarme è scattato anche a Sanluri, Porto Torres e in molti piccoli Comuni. Solinas l’ha sottolineato più volte, con preoccupazione, questo ennesimo allarme. «Purtroppo – ha detto – sono proprio queste strutture a essere ancora l’anello più debole della catena. Stiamo per concludere il censimento di quanti anziani sono ricoverati e alloggiati nelle varie residenze sanitarie in gran parte gestite da privati. Vogliamo sapere il numero esatto, perché è proprio lì, nelle case di riposo, che sottoporremo tutti, ripeto tutti, ai tamponi. Su questo fronte, abbiamo un solo obiettivo da raggiungere: contenere il più possibile la trasmissione del virus e, allo stesso tempo, evitare nuovi focolai». L’assessore alla sanità, Mario Nieddu, ha aggiunto: «Abbiamo ordinato una stretta maggiore negli accessi del personale sanitario e delle imprese di pulizie nelle residenze. Da oggi chiunque entrerà dovrà sottoporsi al test e gli sarà misurata la febbre».

Il picco possibile. Secondo alcune stime, fra poche settimane i casi positivi in Sardegna potrebbero essere il doppio degli attuali. La speranza è che questi modelli matematici nefasti siano sovradimensionati, ma in ogni caso – ha detto Solinas – «abbiamo pronto un piano regionale per raddoppiare immediatamente i posti letto in rianimazione e nelle terapie intensive». È pronto da settimane e prevede il coinvolgimento di tutti gli ospedali e di tutte le cliniche private. Raddoppiare significa: passare dagli attuali 135 posti letto ad almeno 270. «Nella rete – ha sottolineato Nieddu – abbiamo coinvolto da poco tre strutture private (Policlinico sassarese, Mater Olbia e Città di Quartu) e altre sono state allertate. Lo ripeto, siamo pronti ad affrontare qualunque fase dell’epidemia». Tra l’altro, in queste ore, sono stati stabiliti anche i rimborsi per gli eventuali ricoveri: 900 euro al giorno in terapia intensiva, 530 nella sub intensiva e 250 per la degenza. Sono tutti importi allineati alle tabelle nazionali.

Case di riposo. Oggi la direzione Servizi sociali della Regione dovrebbe concludere il censimento di ricoverati e ospiti. «Abbiamo ordinato 40mila kit rapidi – ha detto l’assessore – proprio perché vogliamo verificare in fretta il quadro clinico di ciascun anziano. Abbiamo cominciato con Casa Serena, a Sassari, e andremo avanti a tappeto fino quando lo screening non sarà completato». Però, e questo l’ha ribadito il governatore, «è decisivo che, in queste strutture, tutti rispettino alla lettera le prescrizioni e i nostri controlli saranno ancora più stringenti».

Il caso Sassari. Solinas ha dedicato un passaggio a parte alla provincia che continua ad avere il più alto numero di contagiati. «In questo momento – ha detto – è lì che abbiamo concentrato il nostro impegno. Il prima possibile vogliamo restituire serenità a tutto quel territorio».

Zone bianche. Sono solo 27 su 377 i Comuni che non hanno neanche una persona in isolamento volontario: Albagiara, Aritzo, Austis, Belvì, Bessude, Bidonì, Bortigali, Boroneddu, Bortigiadas, Busachi, Esporlatu, Esterzili, Flussio, Fordongianus, Gesico, Lodè, Onanì, Onifai, Orani, Osini, Ruinas, Sagama, Seui, Seulo, Soddi, Tiana e Zerfaliu. La maggior parte degli isolati sono concentrati invece soprattutto a Cagliari, Sassari e Olbia.

Gli sfollati vanno via. In questi giorni c’è stato un picco nelle partenze. È il segnale che, una volta finita la quarantena, gli sfollati del Nord Italia, oltre 13mila, cominciano a rientrare a casa. «Comunque – confermano dall’Unità di crisi – continuiamo a tenere sotto controllo quelli che sono rimasti».

Annunci e appelli. È stato istituito il numero verde per i sindaci, 800098700, e la linea diretta sarà aperta dalle 8 alle 20. Oggi sarà pubblicata l’ordinanza sugli hotel trasformati in aree per la quarantena. Sempre oggi sarà completato il comitato scientifico che affiancherà l’Unità di crisi, mancano ancora tre nomi. Infine il governatore ha lanciato un appello: «Mi segnalano in aumento gli abbandoni di cani e gatti. Fermatevi. Dalla scienza sappiamo con certezza che non sono certo loro a trasmettere il virus».

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