Coronavirus, nasce l'asse Solinas-De Luca: "No agli spostamenti tra regioni dal 3 giugno"

Il fronte delle Regioni non è compatto. Il governatore sardo ribadisce la contrarietà al liberi tutti, scettico come lui il collega campano

SASSARI. L'alleato che non ti aspetti è Vincenzo De Luca, il vulcanico governatore della Campania, esponente Pd, al centro della cronaca per i commenti coloriti e le per nulla velate minacce ("useremo i lanciafiamme") contro chi non rispettava regole e restrizioni in pieno lockdown. È lui, De Luca, il governatore più agguerrito insieme a Solinas nel dire no al liberi tutti: no alla riapertura generalizzata tra le Regioni, sì invece a scelte differenziate sulla base delle situazioni. L'occhio è puntato in particolare sulla Lombardia dove i contagi calano ma i morti no: ieri 67, il giorno prima erano stati 38. La riapertura del traffico dei cieli è vissuta con preoccupazione da quasi tutti i governatori del Sud e delle isole, con Solinas che ribadisce la sua posizione netta: via libera agli accessi solo con il certificato di negatività al virus. Che non rappresenta certamente una patente di immunità ma che secondo il governatore dell'isola offre un certo margine di garanzie, per i sardi e per gli stessi visitatori. La discussione è ancora aperta e vivace, tra videoconferenze, incontri ristretti, passi avanti e retromarce. L'ultima parola, di fronte a un fronte delle Regioni compatto solo nel dire al certificato obbligatorio, spetta al Governo. E la decisione, a meno che non ci sia un clamoroso passo indietro, resta quella presa venerdì a tarda sera: si agli spostamenti tra Regioni dal 3 giugno e via libera ai viaggi all'interno dell'Unione europea, in attesa della definitiva riapertura extra Ue annunciata per il 16 giugno.

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