La Nuova Sardegna

il grido d’aiuto dei cinquemila 

Sos dai precari: non lasciateci a casa

Sos dai precari: non lasciateci a casa

Contestati la Call veloce e i criteri di valutazione dei punteggi

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MARACALAGONIS. «Tanti anni a scuola a insegnare storia e storia sarda. Ma sono ancora precaria». È, in sintesi, il racconto di una docente di lettere ascoltato con molta attenzione dalla viceministra Anna Ascani. Una storia, una delle tante dei circa cinquemila docenti sardi che chiedono la stabilizzazione. Una folta delegazione si è riunita nel centro storico di Maracalagonis per ricordare al Governo che nella scuola ci sono anche loro. La viceministra ha subito accettato un confronto. E gli animi si sono stemperati. Un cartello su tutti: “Docenti si nasce, precari si muore”. Le rivendicazioni: «Il problema del dimensionamento, che ha portato negli ultimi anni alla chiusura di centinaia di plessi oggi è più che mai evidente; è necessaria una norma che tenga conto delle reali peculiarità territoriali della Sardegna e non solo a causa dell’emergenza». E ancora: «Ribadiamo il nostro no alla Call veloce che causerà la graduale sostituzione dei docenti precari sardi con docenti provenienti da altre regioni d’Italia. I 5000 precari sardi in questi anni non hanno avuto la possibilità di abilitarsi e specializzarsi e quindi partecipare ai concorsi precedenti». Altra grana sollevata: «La nuova tabella titoli per la valutazione dei punteggi delle supplenze contiene delle svalutazioni del punteggio dei precari storici. Dopo 15 anni di validità i titoli artistici, i master, i servizi atipici, non verranno più valutati in modo retroattivo. Questo manderà in fondo alle graduatorie centinaia di precari che potrebbero non riuscire a lavorare il prossimo anno. Il Ministero sta giocando con il lavoro e la vita di migliaia di madri e padri di famiglia». Le risposte di Ascani: «Per le istanze per le graduatorie provinciali siamo consapevoli che ci sono dei problemi per gli accessi e vediamo quello che si potrà fare. Per il precariato mi confronterò con la ministra, non voglio dare illusioni. Abbiamo chiesto da tempo che ci sia una riflessione su come diventare insegnanti con ingresso stabile: chiusi i concorsi, va aperto un tavolo ad hoc, un percorso che va fatto con sindacati e tutto il mondo della scuola». (st.am.)

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