Test covid ai docenti, l'Ats mette a disposizione le sue strutture

Sinora solo il 5 per cento degli insegnanti ha aderito. Un basso numero causato dal fatto che molti medici di base si rifiutano di effettuare la verifica in ambulatorio

CAGLIARI. Meno dieci giorni alla prima campanella in Sardegna. Anzi, i corsi di recupero sono già iniziati. Ma pochi docenti hanno fatto i test sierologici volontari per scongiurare il rischio Covid: il 5% secondo gli ultimi dati dell'ufficio del commissario nazionale per l'emergenza Domenico Arcuri. Molti medici di base inatti si rifiutano di effettuare la verifica nel loro ambulatorio. Nelle grandi città è bassissima la percentuale dei medici che hanno ritirato alla Asl i kit per i test agli insegnanti. A Sassari le adesioni sono state finora 23 su 180, a Cagliari 13 su 85 nell'area ovest e 20 su 186 nell'area vasta.

Risultato? I docenti sono costretti a rivolgersi ai laboratori privati per i test a pagamento. Qualche scuola, ad esempio il Siotto di Cagliari, sta invitando gli insegnanti a prendere appuntamento all'ospedale militare dove si sta portando avanti il progetto di Ad Adiuvandum: la rete di solidarietà sociale, granzie a una raccolta fondi, sta effettuando lo screening sierologico gratuito per la categorie particolarmente esposte o fragili. Già coinvolte finra mille persone tra Cagliari e hinterland.

La maggioranza dei docenti, anche quelli disposti a fare il test, non sa bene come comportarsi. E rischia di presentarsi in classe senza sapere nulla sul suo stato di salute. Il commissario dell'Ats Giorgio Steri ha pronto il piano B. «Nei prossimi giorni - ha anticipato a margine di una conferenza stampa - metteremo a disposizione le nostre strutture e il personale per effettuare i test. A questo punto non ci rimane altro da fare che provvedere noi». Molti medici di base sono ancora sull'Aventino. Soprattutto per un motivo, già reso noto allo stesso Steri e all'assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu da un sindacato di base: «Se somministriamo il test a un docente che poi è positivo - hanno spiegato a più riprese - dobbiamo andare in quarantena e chiudere l'ambulatorio».

Per questo in tanti hanno già comunicato che non andranno a prendere i kit. Ad Alghero hanno ritirato l'attrezzatura 21 medici su 60, a Ozieri 15 su 21. Meglio a Oristano: 33 su 53. Più della metà anche ad Ales Terralba, 17 su 30. Massiccia adesione invece a Ghilarza Bosa: 26 su 28. Numeri capovolti invece a Sanluri: 2 su 69. Idem a Carbonia e isole: 9 su 96. Percentuali più alte nel Sarcidano: 11 su 28. Mentre a Quartu si viaggia sul 50 per cento: 12 su 25. Infine nel Sarrabus Gerrei 17 medici su 20 useranno il kit. (ANSA).

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