All’asta terreno con nuraghe annesso

Si può acquistare vicino a Cabras. Un secondo lotto è nell’area di Mont’e Prama

CABRAS. La storia potrebbe ripetersi. Ma in questo caso c’è un margine per intervenire. La segnalazione arriva da Nurnet, il collettivo di appassionati che studia e propaganda la storia prenuragica e nuragica, che ha scovato due annunci immobiliari legati ad alcuni dei siti di maggior pregio del territorio di Cabras e ha richiesto l’intervento del sindaco della cittadina lagunare.

Gli annunci. Dalle aste giudiziarie è arrivata la notizia della vendita di due terreni vicini alla necropoli di Mont’e Prama, di cui uno attorno a una delle costruzioni più affascinanti e misteriose della zona: il nuraghe Cannevadosu che, anche secondo gli archeologi, potrebbe essere uno dei punti di riferimento della zona in cui sono stati realizzati i Giganti di pietra. Il prezzo di acquisto non è alto, ma potrebbe lievitare velocemente una volta venduto. Il primo lotto riguarda un appezzamento molto vicino agli scavi, nella località che anche nei mappali del Sinis è denominata “Mont’e Prama” e che si trova a metà tra il comune di Cabras e quello di Riola Sardo. Si tratta di un appezzamento di terreno destinato ad uso agricolo. L’area ha un prezzo base di 7.200 euro che prevede un’offerta minima di 5.475 euro. Il secondo appezzamento, quello che si sviluppa attorno al nuraghe Cannevadosu, è leggermente più piccolo ma anche più economico. Per assicurarsi le terre attorno al nuraghe, dove si pensa che possa essere sepolto un villaggio nuragico, bastano 5200 euro, con un offerta minima di partenza pari a 3.848 euro. Una cifra per nulla proibitiva per una spesa che potrebbe essere sostenuta da un’amministrazione pubblica. Il tempo scadrà il 29 ottobre, quando l’asta giudiziaria si concluderà.

L’appello. Gli attivisti di Nurnet sono spaventati da quello che è già successo nei terreni più vicini agli scavi del sito archeologico di Mont’e Prama: «Se li acquistassero i privati – scrive Valeria Putzu per conto dell’organizzazione – molto probabilmente li vedremo subito piantati a vigna, per moltiplicare gli indennizzi da un loro futuro esproprio; con inoltre il danneggiamento, in questo modo, di reperti che vi si possano trovare». Secondo l’attivista, i rischi sono concreti: «Nel terreno in località Mont’e Prama secondo le carte archeologiche del Taramelli, del 1929, vi sarebbe localizzata una necropoli punico-romana, giusto sulla continuazione della necropoli di Mont’e Prama». Stessa storia per quello attorno al nuraghe Cannevadosu: «È qua che, secondo la versione ufficiale, sarebbe stato trovato il singolare modello di nuraghe con una figura umana “arrampicata” sulla torre. C’è poi la possibilità che attorno al nuraghe ci fosse un villaggio. Vogliamo tra 2 anni morderci le mani, come quando ci siamo resi conto che probabilmente non basteranno i 500mila euro stanziati dallo Stato per espropriare il giovane vigneto vicino alla necropoli, sul terreno incolto venduto per una cifra irrisoria pochi anni prima?» (c.z.)

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