Nella patria della spianata il pane ha un posto a capotavola
Un ristorante che non metta a tavola un buon cestino del pane non può essere considerato un buon ristorante. E se questa carenza può essere tollerata in una qualunque località, a Ozieri, capitale...
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Un ristorante che non metta a tavola un buon cestino del pane non può essere considerato un buon ristorante. E se questa carenza può essere tollerata in una qualunque località, a Ozieri, capitale della spianata sarebbe imperdonabile.
E bene fa Salvatore Polo a puntare, nel suo locale La Torre, su un pane di qualità eccellente. Anzi sui pani, sono almeno sei le varietà di pane che propone a tavola.
«A me - dice Polo- piace un pane ricco, possibilmente con semi di lino o di zucca. Mi diverto anche ad abbinare il pane al piatto. Ecco perché lo faccio anche con zenzero, limone, frutta secca. In questo periodo sto sperimentando anche il pane con alcune erbe selvatiche, dall’armidda al rosmarino. E sono soddisfatto dei risultati».
Lievito madre? Salvatore lo ama molto ma non è un hezbollah de ‘sa madrighe”’ «Spesso è la scelta giusta - dice -, altre volte no». La competenza che ha maturato lo chef nel campo delle farine e delle semole lo porta, spesso, in giro per il mondo a presentare le sue ricerche in fiere e manifestazioni del settore: dal Giappone all’Australia, dalla Russia alla Corea. Con tale passione si capisce, dunque, quale sia il livello qualitativo delle sue pizze (in carta ne ha una ventina) e delle su focacce e dei suoi pani gourmet. Ed ecco perché chi va a mangiare a La Torre non può fare a meno di mangiare i panaffittas. (pp)
E bene fa Salvatore Polo a puntare, nel suo locale La Torre, su un pane di qualità eccellente. Anzi sui pani, sono almeno sei le varietà di pane che propone a tavola.
«A me - dice Polo- piace un pane ricco, possibilmente con semi di lino o di zucca. Mi diverto anche ad abbinare il pane al piatto. Ecco perché lo faccio anche con zenzero, limone, frutta secca. In questo periodo sto sperimentando anche il pane con alcune erbe selvatiche, dall’armidda al rosmarino. E sono soddisfatto dei risultati».
Lievito madre? Salvatore lo ama molto ma non è un hezbollah de ‘sa madrighe”’ «Spesso è la scelta giusta - dice -, altre volte no». La competenza che ha maturato lo chef nel campo delle farine e delle semole lo porta, spesso, in giro per il mondo a presentare le sue ricerche in fiere e manifestazioni del settore: dal Giappone all’Australia, dalla Russia alla Corea. Con tale passione si capisce, dunque, quale sia il livello qualitativo delle sue pizze (in carta ne ha una ventina) e delle su focacce e dei suoi pani gourmet. Ed ecco perché chi va a mangiare a La Torre non può fare a meno di mangiare i panaffittas. (pp)
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