Da 9 mesi senza pensione, l’angoscia di 16 famiglie

I lavoratori di Nuova Sardegna e Unione Sarda sono usciti dall’azienda a gennaio Ministero e Inps si palleggiano le responsabilità. Lettera di protesta della Uil

SASSARI. Nove mesi senza pensione: chi non aveva le spalle protette o l’aiuto dei familiari potrebbe essersi trovato in difficoltà in questo periodo di limbo che non accenna a finire. Questa è la storia di sedici lavoratori della Nuova Sardegna e dell’Unione Sarda andati in pensione dalle rispettive aziende a gennaio in base alle ristrutturazioni aziendali previste dalla legge 160/2019. Da allora non hanno ancora percepito la pensione. Nove mesi di attesa, dunque. Una situazione che è stata denunciata dal segretario della Uilcom Sardegna, Tonino Ortega, in una una lettera al presidente regionale dell’Inps, Alessandro Tombolini. Ortega ha sottolineato «l’ormai insostenibile situazione in cui versano le famiglie dei lavoratori, 11 della Nuova Sardegna e 5 dell’Unione Sarda».

Un ritardo legato a lungaggini burocratiche: «A distanza di 9 mesi i lavoratori dell’Unione Sarda e de La Nuova Sardegna ancora non hanno percepito la pensione a causa del continuo rimbalzo di responsabilità tra Ministero del Lavoro e direzione centrale dell’Inps - scrive Ortega - proprio quest’ultima sostiene di non aver ricevuto il decreto con il relativo elenco dei lavoratori interessati al prepensionamento e pertanto si trova impossibilitato ad avviare il monitoraggio della spesa».

Le due aziende editoriali sarde sono infatti tra le tante che lo scorso gennaio, in seguito all'applicazione della legge 160 del 2019, hanno presentato dei piani di riorganizzazione che il Ministero del Lavoro ha accordato e decretato. La legge prevede l’uscita anticipata, con il prepensionamento, dei lavoratori in esubero interessati dagli accordi, con dimissioni e contestuale presentazione di domanda di pensione all’Inps.

«Come sindacato viviamo da vicino la disperazione di tante famiglie che oggi hanno palesi ed oggettive difficoltà di sopravvivenza - dice ancora Ortega -. La Uilcom sarda è da sempre impegnata con grande senso di responsabilità in tutte le vicende legate al settore dell’editoria e alle sue importanti ricadute occupazionali».

Tra i lavoratori c’è grande preoccupazione, innanzitutto per la mancanza di un reddito da un così lungo periodo di tempo, ma anche per le prospettive future: «L’Inps ogni anno entro la metà di dicembre osserva la chiusura delle casse – osserva Ortega nella lettera al presidente regionale dell’Inps -. Qualora questo stallo dovesse protrarsi ancora si rischierebbe di non risolvere il problema entro la fine dell’anno in corso. Con questa lettera spero di aver trasmesso la situazione dolorosa che molte famiglie sarde stanno affrontando e per la quale chiedono un comprensibile supporto».

Il sindacato chiede all’Inps di riconoscere «il diritto alla pensione» dei lavoratori sardi.

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