Dal 1961 ad oggi, protagonista ed esempio di formazione Pino Tilocca: «Integrazione e inclusione sono nel nostro Dna»
L’eredità moderna e vitale di un Artistico concetto che arricchisce anche la città
di Davide Pinna
Non bastano una storia e una tradizione importanti, per affrontare le sfide del futuro. Lo sanno bene al Liceo Artistico di Oristano, dove si conserva la memoria dei tanti artisti che ci hanno...
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Non bastano una storia e una tradizione importanti, per affrontare le sfide del futuro. Lo sanno bene al Liceo Artistico di Oristano, dove si conserva la memoria dei tanti artisti che ci hanno insegnato, ma si punta anche ad un ruolo attivo nell’abbellimento della città, con progetti che negli ultimi anni hanno segnato il paesaggio urbano circostante.
«Cerchiamo di essere sempre presenti in città». Così sintetizza quest’impegno il dirigente scolastico, Pino Tilocca, che dal 2015 guida l’istituto scolastico “De Castro”, al quale nel 2017 è stato accorpato il Liceo Artistico. La tradizione appunto non va dimenticata ed è con orgoglio che il preside Tilocca elenca alcuni dei nomi che si sono seduti sulle cattedre dell’istituto: i ceramisti Antonio Manis, maestro di tutti gli artigiani che oggi operano a Oristano continuando la secolare tradizione dei figoli. E poi Arrigo Visani, fondatore e primo preside della scuola dal 1961 al 1969, o i pittori Carlo Contini e Antonio Amore. Nomi importanti, sui quali ci si potrebbe adagiare.
Cosa che però non accade, dato che con i suoi duemila metri quadri di laboratori la scuola continua a produrre opere che arricchiscono la città. «Tre anni fa – racconta Tilocca – abbiamo svolto un progetto che aveva come tema l’integrazione e i nostri ragazzi hanno realizzato un’installazione in legno e una pittura murale in piazza Aldo Moro, tra il Liceo Classico e il tribunale». Opere che, ancora oggi, non hanno subito alcun atto di vandalismo: un segno del fatto che i primi ad averle apprezzate sono stati proprio i ragazzi. Integrazione e inclusione, d’altra parte, non sono solo slogan in una scuola che è frequentata da un alto numero di studenti disabili. «Abbiamo – annota con soddisfazione il dirigente scolastico – una tradizione abbastanza sviluppata in questo senso».
Anche nel salotto della città, in piazza Eleonora, si possono ammirare cinque pannelli ceramici realizzati dagli studenti che raccontano la vita della giudicessa di Arborea. «L’anno scorso abbiamo ottenuto un finanziamento di 60 mila euro dal Ministero dei Beni Culturali per un progetto di abbellimento delle periferie, al quale collaborano cento cittadini e persino i bambini delle scuole elementari e materne» spiega Tilocca.
Sono tre gli indirizzi di specializzazioni che gli studenti possono scegliere i frequentare nel triennio, ma i primi due anni sono uguali per tutti gli iscritti: «I ragazzi frequentano i laboratori di pittura, scultura, design del legno e design della ceramica, così possono scegliere con cognizione di causa il ramo di specializzazione». Al momento, per il triennio sono attivi tre percorsi: figurativo-pittorico, ceramica e legno.
«Siamo dotati di supporti tecnologici avanzati come le stampanti 3D e di strumentazione per tutti i percorsi come i forni per la cottura della ceramica. Ma cerchiamo di mantenere un equilibrio tra tecnologia e manualità, tra progettazione e realizzazione concreta dei manufatti». Per quel che riguarda i laboratori di pittura e scultura, gli studenti possono lavorare anche con modelli dal vivo, un’opportunità importante e non comune.
Chi sceglie i percorsi destinati a legno e ceramica esce dal Liceo pronto a entrare nel mondo dell’arte e dell’artigianato: «Sono percorsi completi, ma i ragazzi possono anche decidere di proseguire all’accademia di belle arti, negli istituti superiori di formazione artistica o all’università» spiega ancora il preside, che sottolinea l’apertura internazionale della scuola: «Abbiamo aderito a un progetto europeo che prevede la visita di città europee simbolo come Guernica o Auschwitz, all’interno di un lavoro artistico sul concetto di memoria».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Cerchiamo di essere sempre presenti in città». Così sintetizza quest’impegno il dirigente scolastico, Pino Tilocca, che dal 2015 guida l’istituto scolastico “De Castro”, al quale nel 2017 è stato accorpato il Liceo Artistico. La tradizione appunto non va dimenticata ed è con orgoglio che il preside Tilocca elenca alcuni dei nomi che si sono seduti sulle cattedre dell’istituto: i ceramisti Antonio Manis, maestro di tutti gli artigiani che oggi operano a Oristano continuando la secolare tradizione dei figoli. E poi Arrigo Visani, fondatore e primo preside della scuola dal 1961 al 1969, o i pittori Carlo Contini e Antonio Amore. Nomi importanti, sui quali ci si potrebbe adagiare.
Cosa che però non accade, dato che con i suoi duemila metri quadri di laboratori la scuola continua a produrre opere che arricchiscono la città. «Tre anni fa – racconta Tilocca – abbiamo svolto un progetto che aveva come tema l’integrazione e i nostri ragazzi hanno realizzato un’installazione in legno e una pittura murale in piazza Aldo Moro, tra il Liceo Classico e il tribunale». Opere che, ancora oggi, non hanno subito alcun atto di vandalismo: un segno del fatto che i primi ad averle apprezzate sono stati proprio i ragazzi. Integrazione e inclusione, d’altra parte, non sono solo slogan in una scuola che è frequentata da un alto numero di studenti disabili. «Abbiamo – annota con soddisfazione il dirigente scolastico – una tradizione abbastanza sviluppata in questo senso».
Anche nel salotto della città, in piazza Eleonora, si possono ammirare cinque pannelli ceramici realizzati dagli studenti che raccontano la vita della giudicessa di Arborea. «L’anno scorso abbiamo ottenuto un finanziamento di 60 mila euro dal Ministero dei Beni Culturali per un progetto di abbellimento delle periferie, al quale collaborano cento cittadini e persino i bambini delle scuole elementari e materne» spiega Tilocca.
Sono tre gli indirizzi di specializzazioni che gli studenti possono scegliere i frequentare nel triennio, ma i primi due anni sono uguali per tutti gli iscritti: «I ragazzi frequentano i laboratori di pittura, scultura, design del legno e design della ceramica, così possono scegliere con cognizione di causa il ramo di specializzazione». Al momento, per il triennio sono attivi tre percorsi: figurativo-pittorico, ceramica e legno.
«Siamo dotati di supporti tecnologici avanzati come le stampanti 3D e di strumentazione per tutti i percorsi come i forni per la cottura della ceramica. Ma cerchiamo di mantenere un equilibrio tra tecnologia e manualità, tra progettazione e realizzazione concreta dei manufatti». Per quel che riguarda i laboratori di pittura e scultura, gli studenti possono lavorare anche con modelli dal vivo, un’opportunità importante e non comune.
Chi sceglie i percorsi destinati a legno e ceramica esce dal Liceo pronto a entrare nel mondo dell’arte e dell’artigianato: «Sono percorsi completi, ma i ragazzi possono anche decidere di proseguire all’accademia di belle arti, negli istituti superiori di formazione artistica o all’università» spiega ancora il preside, che sottolinea l’apertura internazionale della scuola: «Abbiamo aderito a un progetto europeo che prevede la visita di città europee simbolo come Guernica o Auschwitz, all’interno di un lavoro artistico sul concetto di memoria».
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