Covid, medici militari per i tamponi in Sardegna

I medici militari a Sassari

Si comincia a Isili domani 10 novembre. Poi toccherà a Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano

SASSARI. L'operazione «Igea» sbarca in Sardegna. Il sottosegretario della Difesa, Giulio Calvisi, ha annunciato che da domani, martedì 10, i medici militari saranno impegnati nell'isola «per incrementare la capacità giornaliera di effettuare tamponi». Si parte da Isili, poi i sanitari dell'Esercito saranno a Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. «Domani e mercoledì dalle 8 alle 14 i medici militari effettueranno oltre 500 tamponi nel Parco Comunale di Isili», anticipa il sottosegretario.

«Come chiesto dall'assessorato regionale della Sanità e dal sindaco, la Difesa invierà un team composto da un ufficiale medico e due sottufficiali infermieri del Dipartimento militare di Medicina legale di Cagliari - spiega - oltre a tre militari della Brigata Sassari e un rappresentante della Assl per il supporto logistico». Calvisi ringrazia il generale Francesco Olla del Comando militare dell'Esercito in Sardegna e il colonnello medico Stefano Ciancia del Dipartimento militare di Medicina legale di Cagliari «per il supporto a favore dei sardi». «Igea» schiera mille e 400 unità, distribuite in 200 team, per eseguire 30mila tamponi al giorno sul territorio nazionale. In Sardegna sono già disponibili almeno 70 persone, tra medici, infermieri, operatori sanitari militari e personale di supporto.

«A breve il laboratorio del Dipartimento militare sarà operativo per processare i tamponi molecolari e incrementare le potenzialità di screening in Sardegna», fa sapere Giulio Calvisi, annunciando anche il sopralluogo dei militari nei quattro capoluoghi di provincia sardi per individuare le aree in cui i team sanitari dell'Esercito opereranno».

Il sottosegretario ricorda che grazie al protocollo d'intesa «Ad Adiuvandum» sottoscritto nel giugno 2020 con la Regione è in atto la campagna di screening per la tutela sanitaria delle categorie fragili e dei lavoratori che assicurano servizi pubblici essenziali nell'ambito dell'emergenza sanitaria. «Così - conclude Calvisi - la sanità militare isolana ha fatto finora 3mila e 657 test sierologici e ha contribuito a tracciare la circolazione del virus». (Ansa).

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