Sassari, il malumore esplode con uno striscione all'ospedale civile

Aou di Sassari, un telone al Santissima Annunziata: «Contu vergogna dimettiti»

SASSARI. Uno striscione artigianale ricavato unendo tre teli bianchi e sopra una scritta a pennarello in verticale: «Contu vergogna dimettiti». È stato srotolato sicuramente durante la notte da una delle finestre del “Santissima Annunziata”, davanti all’ingresso del Pronto soccorso di Sassari. È stato rimosso dopo la segnalazione fatta direttamente dall’azienda. Si tratta di un episodio che conferma il clima di tensione che sta vivendo ormai da tempo il personale dell’Aou e arriva a poche ore di distanza dall’iniziativa della direzione strategica dell’Aou che aveva risposto con una nota (inviata preconfezionata ai dirigenti medici, non tutti l’hanno accettata) alla testimonianza drammatica di un medico impegnato in prima linea nella struttura ospedaliera. Ora è evidente che in situazioni simili i problemi non si risolvono personalizzando le vicende, perché quello dell’Azienda ospedaliero universitaria è un malessere che viene da lontano e più volte è stato ribadito che la malasanità e figlia anche di una malapolitica. Il territorio del Sassarese è stato devastato negli anni, svuotato e messo all’angolo. È passato da livelli di eccellenza a difficoltà enormi che con il trascorrere degli anni hanno schiacciato un sistema diventato troppo fragile e facilmente aggredibile. L’emergenza Covid e la totale sottovalutazione di quello che stava accadendo hanno fatto il resto.



Ieri il direttore sanitario dell’Aou Bruno Contu ci ha tenuto a sottolineare che «nessuno della direzione, me compreso, ha mai detto che va tutto bene. Per primo, nelle riunioni dell'Unità di crisi regionale, nelle lettere inviate in Regione e pubblicamente, nelle interviste rilasciate ai giornalisti, ho affermato che l'ospedale di Sassari, lasciato da solo, viveva e sta attraversando una situazione drammatica». Ha ragione, l’ha detto e noi abbiamo dato spazio ogni volta che l’ha fatto. Ma la situazione è ulteriormente peggiorata e oggi è a livelli di guardia. Se anche i medici denunciano la drammaticità del momento la soluzione non è cercare chi parla ma spingere con forza perché arrivino risposte e soluzioni credibili e concrete. Perché con gli annunci si resta solo prigionieri dell’emergenza. (g.ba.)
 

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