Corsa al click per i fondi escluso Time in Jazz

La Regione elimina i punteggi: prende i contributi chi è più veloce a connettersi Fresu furioso: che brutta fine la cultura. Niente risorse per Dromos e Abbabula

SASSARI. Basta un click per mortificare anni di lavoro, per vanificare l’impegno di chi in questi decenni ha contribuito a dare risalto e prestigio all’immagine della Sardegna. La corsa ai fondi della Regione per le manifestazioni di grande interesse turistico si è risolta in una gara in cui contava avere un unico punto di forza: la velocità con il dito a cliccare sul sito della Regione. Il resto non aveva alcun valore. Né i curriculum né i successi acquisiti negli anni. Così quest’anno ha deciso l’assessorato al Turismo. «Basta con la griglia di valutazione e l’attribuzione dei punteggi – recita la delibera del 25 settembre 2020 –. L’assegnazione dei contributi avverrà con il più rapido sistema dello sportello». Ma questa attività semplificata da parte degli uffici dell’assessorato, sempre come recita la delibera dell’assessore Gianni Chessa, ha ammesso 22 associazioni e ha lasciato fuori alcune tra le più importanti manifestazioni che hanno dato lustro alla Sardegna negli anni. Una per tutte, il Time in jazz di Paolo Fresu, arrivata addirittura 50esima, ma solo perché la domanda è stata inoltrata 4 millesimi di secondo dopo il via al click. A darne notizia è stato lo stesso trombettista di Berchidda, amareggiato, deluso, in un lungo post su Facebook. «Un anno di lavoro non riconosciuto e mandato in fumo per una frazione millesimale di tempo – scrive Fresu –. Non solo il nostro, ma quello di tantissime altre realtà che, con coraggio e determinazione, hanno deciso soprattutto quest'anno di andare avanti e di dare un segnale positivo». Fresu ha ricordato che l’estate scorsa il Time in jazz è stata una delle prime manifestazioni in Italia «a dare un segnale di ripartenza. È questa la Sardegna che abbiamo portato in giro e il turismo che ci piace e che si completa con quello estivo delle coste e quello invernale dell’entroterra, che ancora quasi non esiste se non grazie a piccole e virtuose esperienze. È possibile che tutto questo valga una manciata di secondi?». E invece quei 60mila euro «platealmente promessi, a manifestazione avvenuta e con i soldi spesi, non ti verranno erogati». Per poi concludere: «Che brutta fine la cultura. E che brutta fine la nostra Regione tanto amata e tanto bisognosa». Ma non c’è solo il Time in jazz tra le tante manifestazioni escluse dalla corsa al click. Alla Regione sono arrivate 164 domande per un totale di 750mila euro. Ad aggiudicarsele sono state 22 associazioni. La più veloce la Compagnia B di Cagliari per il festival di Lei. Altri 60mila euro al Comune di Osini per “Le delizie della Valle dei Tacchi”. 50mila a testa per Nuoro Jazz e il Christmas jazz festival di Cagliari. Tra i più rapidi, e dunque beneficiari del contributo, anche il Cedac per la Notte dei poeti, il Festivalguer, Jazzalguer, Rocce Rosse e blues, Jazz in Sardegna, Nora Jazz Festival. L’ultimo velocista a riuscire a beccarsi i contributi il Marina Café Noir di Cagliari. Per tutte le altre manifestazioni si legge: budget esaurito. Un elenco di manifestazioni piccole e grandi che hanno arricchito l’estate sotto il segno del Covid. Ci sono il festival Dromos di Oristano, le Isole che parlano di Palau dei fratelli Angeli, Fremmos della Fondazione Maria Carta, la Valigia dell’attore della Maddalena, nonché le Ragazze terribili, che anche quest’anno, nonostante la pandemia, sono riuscite a mettere su la 22esima edizione di Abbabula a Sassari. Brave, encomiabili, professionali, ma troppo lente nei click.

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