Fronte compatto dei sindaci «Niente scorie in Sardegna»

Voto unanime dei primi cittadini di tutti i Comuni dell’Isola riuniti a Cagliari

CAGLIARI. Il no alle scorie era scontato. Ma ieri i sindaci da tutta la Sardegna, nonostante la pandemia e le tante cose da fare ogni giorno nei loro municipi, sono saliti sull’auto. E sono andati a Cagliari per l’assemblea promossa dall’Anci. Contrari non solo i primi cittadini dei quattordici centri indicati da Roma come potenzialmente idonei a ospitare i “rifiuti” nucleari. Ma anche gli altri. Primo, perché i comuni limitrofi sarebbero comunque coinvolti. Secondo, per solidarietà “sarda”. E allora l’assemblea è diventata una sorta di giuramento di Pontida contro il Barbarossa nucleare. Quando si è trattato di votare l’ordine del giorno modellato su quello approvato nei giorni scorsi in Consiglio regionale tutti e trecento, fascia tricolore sul petto, hanno detto sì. O meglio no alle scorie.

I nomi dei paesi inseriti nella mappa della Carta pubblicata online, ormai li conoscono tutti come la formazione dello scudetto. Quattro siti sono nella provincia di Oristano (nei Comuni di Siapiccia, Albagiara, Assolo, Usellus, Mogorella, Villa Sant'Antonio) e 10 in altri centri nel Sud Sardegna (Nuragus, Nurri, Genuri, Setzu, Turri, Pauli Arbarei, Tuili, Ortacesus, Ussaramanna, Las Plassas, Mandas, Siurgus Donigala, Guasila, Segariu, Villamar, Gergei). La battuta più bella- e purtroppo non era una battuta, ma un allarme- è stata quella del sindaco di Las Plassas. «Ci stanno circondando il castello». Non solo metafora, perché a Las Plassas il castello medioevale c’è davvero ed è in cima alla collina che domina il paese. «Sì – ha spiegato il sindaco – secondo loro dovrebbero realizzare il deposito in un territorio che ha un castello e sei nuraghi».

Sindaci che si sentono assediati nel loro “castello”. «Ma non solo – continua Ernesto Nocco – questa è una zona che sta investendo sul turismo, dalla Giara alla reggia di Barumini. Come si fa a contraddire questa vocazione con un deposito di scorie. La Marmilla è un museo a cielo aperto, ne approfittano perché siamo in pochi». La beffa? «Dobbiamo iniziare a spese nostre – ha spiegato il primo cittadino di Las Plassas – persino i rilievi. Per giunta con i problemi di organico che comuni come il nostro hanno da sempre».

E se Las Plassas di abitanti ne ha 223, lo stesso discorso vale per Setzu, con cento residenti in meno. «Questo è un territorio storico per l’agricoltura – spiega preoccupato il sindaco Francesco Cotza – ma ora il futuro è sempre più turistico. Noi stessi siamo impegnati per lo sviluppo del parco della Giara. Ora che senso ha realizzare un deposito che inevitabilmente muterebbe questo percorso»? Il sindaco di Mandas Umberto Oppus è convinto: «Il nostro non è un no ideologico, ma motivato. Ci sono anche degli errori nella mappa. Come si fa a dire che Mandas è in un territorio isolato. Siamo raggiungibili attraverso una strada statale e con le ferrovie. Questa assemblea è importante: autonomie regionale e locali sono insieme per una stessa battaglia».

Per la Regione presenti tra gli altri il presidente del Consiglio Michele Pais e l’assessore all’ambiente Gianni Lampis. «Il Governo avrebbe dovuto trovare una sede istituzionale adeguata per confrontarsi con le Regioni su questo tema, come la Conferenza unificata, alla quale partecipano anche i Comuni e le Province – ha detto Lampis –. Vorrebbero farci credere che si tratta di un parco tecnologico di 150 ettari, ma in realtà è una struttura con novanta costruzioni di cemento armato sottoterra in grado di ospitare circa 80.000 metri cubi di rifiuti radioattivi».

All’ingresso della Fiera anche un sit in del Comitato NoNucle che già nei giorni scorsi aveva presentato un dossier raccogliendo e inviando al governo tutti gli atti anche istituzionali che negli a ni scorsi hanno formalizzato il no al deposito. Sardegna Pulita e Donne ambiente Sardegna allargano il discorso: sabato sit in non solo contro le scorie nucleari ma contro il nucleare tout court.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes