Allevatore trovato morto in casa a Ballao, ipotesi di omicidio

A trovare il corpo senza vita del 68enne è stata una nipote. Indagano i carabinieri

BALLAO. Omicidio, disgrazia o evento naturale? Sarà il medico legale a stabilire cosa è accaduto ieri a Ignazio Melis, pensionato, ex allevatore di 68 anni, che è stato trovato cadavere nella sua abitazione in via Cagliari a Ballao. La scoperta è stata fatta nella tarda mattinata di ieri all’interno, davanti alle scale che conducono al piano superiore. La casa si trova in una posizione centralissima, quasi di fronte all’agenzia del Banco di Sardegna, a una ventina di metri dalla chiesa parrocchiale. È stata la nipote dell’uomo, figlia della sorella Luisa, a trovare il corpo: la donna era andata nell’abitazione dello zio, preoccupata da quel telefono che squillava a vuoto.

Ignazio Melis non era sposato e viveva da solo in quella casa su due livelli che aveva ereditato dai genitori entrambi scomparsi. Tra le prime ipotesi una caduta accidentale dovuta probabilmente ad un improvviso malore, ma poi gli investigatori hanno voluto approfondire.


È proprio la massiccia presenza di forze dell’ordine, insieme a quella di un magistrato e del medico legale, a far pensare che si possa essere trattato di una morte non accidentale. Una presenza che si è protratta fino a tarda sera. Se si fosse trattato di una semplice morte naturale o anche di un incidente, probabilmente gli accertamenti si sarebbero conclusi molto più rapidamente.

Nella casa di via Cagliari sono arrivati i carabinieri della stazione di Armungia e i colleghi del nucleo operativo della compagnia di San Vito, chiamati dalla nipote della vittima.

Ignazio Melis nel 2001 era stato accusato del tentato omicidio di un suo compaesano, l’operaio 45enne Giuseppe Loddo. L’episodio avvenne il 31 luglio e per alcuni mesi Ignazio Melis si rese irreperibile. Si costituì a novembre. Tra Giuseppe Loddo ed Ignazio Melis c’erano già stati dissapori: quella sera, secondo l’accusa, Melis aspettò il rivale all'uscita del bar e gli sparò tre colpi di pistola. Giuseppe Loddo venne trasportato all'ospedale San Marcellino di Muravera dove i medici lo sottoposero ad un delicato intervento chirurgico che gli salvò la vita.

Oggi il ricordo di quell’episodio è tornato a galla nel giorno in cui Ignazio Melis è stato trovato senza vita. I carabinieri, anche in considerazione di questi precedenti, hanno avviato approfonditi accertamenti per scoprire le cause della morte.

Nella tarda serata sono arrivati a Ballao anche il magistrato di turno e l’anatomopatologo Roberto Demontis.

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