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Nomine dirigenti: il Tar passa la mano

Nomine dirigenti: il Tar passa la mano

Per Curto e Belloi deciderà il giudice del lavoro, la Procura interroga la Vivarelli

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CAGLIARI. Il Tar non ha confermato nè smentito l’illegittimità delle nomine dirigenziali di Silvia Curto e Antonio Pasquale Belloi, il ricorso presentato dal sindacato dirigenti regionali è inammissibile per difetto di giurisdizione: il giudice competente, stando alla sentenza del tribunale amministrativo, è quello del lavoro. La decisione del collegio presieduto da Francesco Scano non rafforza le conclusioni del procedimento per abuso d’ufficio in cui è indagato fra gli altri il presidente Christian Solinas, ma neppure lo ferma: sarà infatti l’interrogatorio del capo di gabinetto Maria Grazia Vivarelli l’ultimo atto dell’inchiesta aperta dalla Procura dopo la nomina alle direzioni generali della presidenza e della protezione civile rispettivamente di Curto e Belloi, considerati dal pm Andrea Vacca privi dei requisiti necessari per ricoprire gli incarichi. La dirigente Vivarelli, assistita dall’avvocata Irma Conti, sarà sentita nelle prossime ore esercitando il diritto previsto dalla procedura penale di chiedere l’esame dopo la discovery degli atti d’inchiesta. È accusata di induzione indebita a dare e promettere utilità per aver cercato - stando alle accuse - di convincere il direttore generale dell'assessorato agli affari generali Carmine Spinelli ad avallare le due nomine, decretate il 30 settembre 2019 dalla presidenza della Regione, prospettando vantaggi.

Allo stato del procedimento si profila la richiesta di rinvio a giudizio per il presidente Christian Solinas, accusato di abuso d’ufficio e difeso dall’avvocato Toto Casula. Con lui è indagata l'assessora agli affari generali Valeria Satta alla quale la Procura contesta anche la tentata concussione.

Tutto nasce dalla decisione assunta da Solinas e avallata dall'assessora Satta di nominare alle direzioni generali della presidenza e della protezione civile l'avvocata Curto e l'ingegner Belloi. La scelta scatena polemiche, perché nessuno dei due risulta in possesso dei titoli necessari per ricoprire gli incarichi. Parte un ricorso al Tar firmato dal sindacato dei dirigenti regionali e i servizi usciti su diversi giornali inducono la Procura a compiere verifiche. Il pm Vacca non perde tempo e sente Spinelli, co-firmatario dei decreti di nomina. È lui a riferire ogni passaggio dell'operazione che ha condotto alle nomine, compresa la leggina - la numero 25 del 2019 - composta da tre soli articoli che il consiglio regionale approva su iniziativa della giunta il 23 dicembre 2019, a conclusione di una seduta-fiume conclusa dopo mezzanotte, una seduta in cui parte dell'assemblea si mette di traverso. In quel breve testo - è l'accusa - il governo regionale cerca di aggiustare le cose per evitare guai. Vengono allargati i criteri per la nomina dei dirigenti esterni, criteri che nella stesura dei decreti apparivano in buona parte ignorati. Sarebbe questa - a leggere l'avviso di chiusa indagine - la prova della consapevolezza da parte di Solinas di aver promosso due nomine illegali. (m.l)

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