Covid, Maruotti: "Il contagio rallenta, perche si continui così tracciamento indispensabile"

Il docente di Statistica della Lumsa di Roma mette in guardia sui rischi dell'estate: «Molto dipenderà da quelli che arriveranno col virus: l'anno scorso furono determinanti»

SASSARI. Appena due giorni dopo la decisione del presidente Solinas di non prorogare le ordinanze che disponevano controlli - seppure a campione - sugli ingressi in Sardegna, ecco che arrivano notizie che sembrano corroborare quella scelta: contagi mai così bassi, indicatori che spingono all'ottimismo e la classificazione di zona verde europea. Da Antonello Maruotti, professore ordinario di Statistica all'università Lumsa di Roma, che in questi mesi ha seguito con attenzione l'evolversi della pandemia in Sardegna, arriva una riflessione e un invito a mantenere, proprio ora che il livello di contagio è basso, un'attenta attività di tracciamento: «Siamo davanti ad un'occasione che sarebbe giusto cogliere: un'isola Covid free. Non un'utopia, ma una possibilità concreta, alla luce dei dati e dell'esperienza passata della scorsa estate».

Maruotti suggerisce le azioni da realizzare al presente guardando al passato: «Cosa accadde lo scorso anno? A partire dal 3 agosto si passò da 60 a 1404 casi di attualmente positivi nel giro di 6 settimane, con un aumento di oltre 22 volte. Eppure, a metà giugno dello scorso anno, praticamente non si sono registrati nuovi casi. È vero, però, che venivamo da un periodo di restrizioni, non paragonabili alle attuali. Cosa ci ha insegnato l'estate scorsa? Senza un adeguato tracciamento, il virus è ripartito velocemente laddove gli assembramenti sono stati più frequenti, luoghi di vacanza, in particolare».Non bisogna, quindi, dimenticare l'insegnamento dell'anno passato: «L'attuale situazione epidemiologica sarda, circa 130 nuovi casi la scorsa settimana e incidenza ben al di sotto dei 50 casi ogni 100mila abitanti - ricorda il docente di Statistica -, consente un tracciamento efficiente dei contatti».

Ma stanno arrivando i turisti e pare che siano anche parecchi: «La stagione estiva, con spostamenti più frequenti tra Regioni, renderà il tracciamento più complesso e i casi di importazione più frequenti. Sulla base dei modelli a disposizione, è lecito attendersi che il numero di nuovi casi giornalieri continui ad essere stabilmente inferiore a 25 casi, al netto di potenziali focolai estemporanei, nel breve periodo. Il numero di positivi (circa 11mila, ancora alto, sebbene lontano dal valore al picco) scenderà con molta lentezza, ma, grazie anche alla vaccinazione, oltre il 99% non richiederà ospedalizzazioni di alcun tipo».

Cosa può inficiare questa situazione, per ora sotto controllo? Cosa accadrà nel medio-lungo periodo? «Molto, se non tutto, ruoterà intorno ai casi di importazione - ammonisce Maruotti -. Questa è l'incognita principale che pesa sull'evoluzione dell'epidemia nell'isola (e non solo). Lo scorso anno hanno avuto un ruolo determinante nella rapida crescita agostana dei contagi, contenuta nei numeri assoluti, soprattutto rispetto alla situazione attuale, ma chiaro segnale di un'inversione di tendenza che abbiamo poi pagato da settembre in poi».

Giusto festeggiare la zona bianca e, da ieri, quella verde europea. Ma l'attenzione non deve calare: «Aggiungere nuovi casi, a quelli attualmente positivi sull'isola, è un rischio su cui ragionare con attenzione - ammonisce lo statistico Maruotti -. Eppure la soluzione è lì, semplice, ovvia. Tracciamento, tamponi a campione, certificato vaccinale, magari sulla falsariga di ciò che avviene in Grecia. Gli strumenti li abbiamo, funzionano, perché non usarli? Sardegna zona bianca è un gran risultato. Sardegna covid free lo sarebbe ancora di più».

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