118 balneare: l'Areus assegna solo 15 stazioni, ne erano previste 25

L'azienda regionale per l'emergenza-urgenza pubblica finalmente la delibera sulle ambulanze nelle località balneari

SASSARI. Le località di mare finalmente hanno le loro postazioni estive per le ambulanze. Peccato che su 25 previste, 10 sono state escluse perché le associazioni di volontariato che avrebbero dovuto gestirle, si legge nella delibera, erano prive di requisiti o non è stata presentata alcuna istanza nella manifestazione di interesse.

Ieri il commissario straordinario dell’Areus Cinzia Bettelini ha firmato il documento che consente l’attivazione dei servizi di soccorso in loco. Ormai l’isola è in alta stagione, i centri balneari sono vicini al soldout, la popolazione residente è più o meno triplicata, e restare senza guardie turistiche e senza il presidio delle ambulanze avrebbe rappresentato un rischio elevato in termini di sicurezza.

Ma resta il fatto che alcune località ad alta concentrazione antropica al momento restano sguarnite. Parliamo di Porto Rotondo, La Maddalena, Valledoria, Orosei, Baunei, Porto San Paolo, e poi al sud Torre dei Corsari, Coa Quaddus Maladroxia a Sant’Antioco, o Pontixeddu a Fluminimaggiore. E, anche se non compariva nell’elenco predisposto dalla Regione in fase di bando, è pur sempre scoperto da anni anche il litorale di Platamona a Sassari.

Sui territori rimasti privi delle postazioni estive dei mezzi convenzionati col 118 ha presentato un’interrogazione rivolta al Presidente della Regione e all’assessore della Sanità il consigliere regionale del Pd Giuseppe Meloni. «Chiedo di sapere quali siano le azioni che intendano intraprendere con estrema urgenza affinché possano attivarsi, in tempi compatibili con la stagione estiva, le nuove postazioni 118 di base per le località turistiche per le quali alla data odierna non si è ancora provveduto».

In verità, come ogni anno, il servizio sarebbe dovuto partire il 15 giugno. E il bando stesso indicava questa data. Ma dopo che le associazioni di volontariato avevano già presentato l’adesione alla gara è sorto un problema. I vertici dell’Areus si sono accorti che agli addetti al soccorso mancava un requisito inserito nella convenzione, ovvero l’abilitazione Pblsd. In pratica si esige dagli operatori la capacità di intervenire anche su un bimbo con arresto cardio polmonare. È un requisito che in passato non è mai stato contemplato, nemmeno nel normale servizio del 118. Il commissario provvisorio di Areus Cinzia Bettelini, ha quindi chiesto alle associazioni di formare i propri operatori e dotarli del Pblsd. Una incombenza che sarebbe spettata all’Areus stessa, che dovrebbe garantire la formazione dei volontari e dei componenti delle cooperative, organizzando per tempo dei corsi abilitanti. Ma questa attività non è stata svolta. Così i gestori delle ambulanze hanno anticipato le spese per consentire al proprio staff di formarsi. Tutto si è svolto con grande sollecitudine, e dopo dieci giorni la documentazione è stata inviata all’Areus. Ora, a metà luglio, finalmente è arrivata l’autorizzazione per attivare le postazioni e garantire interventi rapidi su eventuali richieste di soccorso nelle località turistiche. Ma mancano all’appello troppi presidi strategici.

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