Medicina, stop al numero chiuso? Per la ministra Messa «selezione necessaria»

La titolare del dicastero dell’Università contraria all’apertura: «Necessario garantire un insegnamento di qualità» 

SASSARI. Non sembra esserci la volontà da parte del Governo di spalancare le porte delle facoltà di medicina, togliendo il limite del numero chiuso. una dichiarazione della ministra dell’Università, Maria Cristina Messa, sembra non lasciare spazio a diverse interpretazioni: «Il numero per gli studenti di Medicina viene deciso sulla base di calcoli seri fatti in conferenza Stato-Regioni - ricorda da ministra -. Il numero di aspiranti ogni anno è estremamente elevato, circa 70mila. Ma questi numeri non si riescono nemmeno a seguire e mancherebbero poi le strutture per accoglierli».

Alternative al numero chiuso? La ministra sembra escluderle: «Io sono anche aperta ad individuare metodi diversi, ma la selezione in entrata è necessaria. I numeri sono calcolati in maniera precisa e corretta. Quindi, se abbiamo bisogno tra cinque anni di 14mila medici, vuol dire che abbiamo bisogno di 14mila medici e non di più. Il numero di aspiranti, e come medico sono onorata di questo, è estremamente ampio. Ed è chiaro che occorre in qualche modo riuscire ad avere il numero corretto di studenti, di strutture e di aule per poter insegnare in qualità».

Sembra dunque cadere la richiesta dell’assessore regionale alla pubblica istruzione, Andrea Biancareddu. Ma la politica regionale deve comunque fare i conti con una situazione di emergenza.

Ieri, in Consiglio regionale, durante la discussione sulla Manovra di bilancio sono intervenuti i consiglieri del Nuorese, che hanno denunciato le criticità della sanità nel territorio.«Non si può tacere su questo disastro», ha fatto presente Giuseppe Talanas (Forza Italia). «Siamo preoccupati, qualcosa non funziona nei rapporti con l'Ats», ha aggiunto Franco Mula (Psd'Az); mentre per Daniele Cocco (LeU) «la situazione è drammatica e parliamo di persone che rischiano di morire». Da parte di tutti è arrivata la richiesta che l'assessore alla sanità, Mario Nieddu, e il commissario straordinario dell’Ats, Massimo Temussi, riferiscano in aula al più presto. Il consigliere della Lega Pierluigi Saiu si è rivolto direttamente al Prefetto: «La sospensione temporanea dell'attività di ricovero in emergenza-urgenza e in elezione dei pazienti con problematiche chirurgiche è un fatto gravissimo – scrive su Facebook - non sono disposto ad accettare che la chirurgia rimanga chiusa. Dal momento che siamo in una situazione di emergenza devono essere attivate misure di emergenza necessarie, gli strumenti ordinari non bastano». La legge omnibus contiene articoli sulla sanità, e il presidente del Consiglio, Michele Pais, ha invitato tutti a rimandare ad allora ogni discussione in merito.

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