Mare di acqua e fango Un morto e tanta paura

Giornata terribile per il Sud dell’isola. La pioggia causa smottamenti e crolli Squadre di soccorso al lavoro per recuperare una ventina di dispersi

SANT’ANNA ARRESI. Sedici ore in apnea per il sud Sardegna e il Cagliaritano, sommersi da una cascata di pioggia torrenziale andata avanti senza tregua dalle 22 di sabato alle 14 di ieri. C’è stata anche una vittima, un 81enne di Sant’Anna Arresi, Antonio Cinus, che sceso dalla sua auto circondata dall’acqua tracimata da un canalone nelle campagne del paese, è stato travolto dalla forza della piena e trascinato via. Quando lo hanno trovato i vigili del fuoco e gli specialisti del Saf, per lui non c’era più possibilità di salvezza.

La tragedia avrebbe potuto avere un bilancio assai più pesante se gli stessi vigili del fuoco, intervenendo da terra e dal cielo con l’elicottero VF62 del reparto volo di Alghero, non avessero messo in salvo un'altra ventina di persone, prevalentemente cacciatori, rimasti isolate e circondate dalla marea di acqua e fango che si sono riversati lungo la fascia costiera del sud Sardegna fra Capoterra e Teulada. Quello di ieri è stato uno scenario da film dell’orrore con campagne e strade urbane allagate, ruscelli e canali di irrigazione ingrossati a dismisura, crolli e smottamenti, auto trascinate come fuscelli dalla violenza di fiumi creatisi dal nulla, linee elettriche interrotte. Per vigili del fuoco, protezione civile, corpo forestale, carabinieri, agenti delle polizie locali e squadre di operai dell’Anas, è stata una giornata campale. Al 115 sono arrivate oltre cento telefonate di richiesta di soccorso, con i pompieri dei distaccamenti di Carbonia e Iglesias costretti a chiedere rinforzi da Cagliari, dove pure la situazione non era affatto migliore.

La perturbazione annunciata per la serata di sabato ha cominciato a farsi sentire con sempre maggiore intensità intorno alle 22 in tutto il sud Sardegna, concentrandosi prevalentemente sulla fascia costiera e il suo immediato entroterra. È piovuto tutta la notte, poi alle prime ore del mattino la situazione è diventata da bollino rosso. A metà mattinata sono cominciate ad arrivare le richieste di soccorso da persone in difficoltà e la segnazione di una scomparsa. L’allarme è arrivato al 112 dei carabinieri e al 115 dei vigili del fuoco da Sant’Anna Arresi, dove un anziano uomo era dato per disperso. Era stato visto in località Is Cinos, uno dei tanti “medaus” della zona, poco distante dal poligono militare di Capo Teulada, scendere dall’auto circondata dall’acqua tracimata da un canalone del sistema di irrigazione rurale. Forse aveva intenzione di mettersi in salvo raggiungendo a piedi un punto soprelevato, ma è stato travolto dalla furia dell’acqua e trascinato via. Anche l’auto è stata portata via dalla corrente e trovata più tardi dai soccorritori, ruote all’aria.

Nella zona si è concentrata una piccola task force di soccorritori, con vigili del fuoco accorsi da Carbonia e da Iglesias, raggiunti poi dai rinforzi provenienti dal comando provinciale di Cagliari con gli specialisti del Saf. Il disperso, l’ottantunenne Antonio Cinus, è stato trovato morto a qualche chilometro di distanza, trascinato dal fiume di acqua e fango.

È andata invece meglio a quattro cacciatori salvati sui monti di Villa San Pietro dopo essersi rifugiati su un albero per sfuggire alla violenza di un torrente tracimato, in località Riu Cabriolu. In stato di ipotermia, sono stati tratti in salvo dall’equipaggio dell’elisoccorso Drago VF 62 dei vigili del fuoco. Interventi di soccorso anche per diversi altri cacciatori e temerari, una ventina in tutto, che si erano avventurati in campagna e sui monti di Capoterra e Sarroch alla ricerca di funghi.

Per un cacciatore 67 di Capoterra le cose si sono messe particolarmente male quando ha avuto una crisi respiratoria nel momento in cui stava facendo ritorno alla macchina lasciata a valle. Impossibilitato a camminare, per lui si è mobilitato il Soccorso alpino delle stazioni di Cagliari e del Medio Campidano: una ventina di operatori hanno raggiunto l'impervia zona montana procedendo per un tratto con il fuoristrada di servizio e poi a piedi. Raggiunto il malcapitato, lo ha portato giù in barella per poi affidarlo al 118.

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