Covid, in una settimana raddoppio dei casi di positività nell'isola

Le rilevazioni di Gimbe: hanno completato il ciclo vaccinale di due dosi l'81 per cento dei sardi

CAGLIARI. Sono aumentati quasi del doppio (47,7%) i nuovi casi Covid in Sardegna. Lo evidenzia la Fondazione Gimbe registrando, per la settimana da 5 all'11 gennaio, una performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (1056) rispetto alla settimana precedente. Sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica (13,5%) mentre sono sopra la soglia quelli in terapia intensiva (13,7%) occupati da pazienti Covid.

Sempre Gimbe rivela che i sardi che hanno completato il ciclo vaccinale rappresentano l'80,1% (media italiana del 79%) a cui aggiungere un ulteriore 3,2% solo con prima dose. Complessivamente le persone residenti nell'Isola che hanno ricevuto almeno due dosi sono 1.281.665. Intanto nelle ultime 24 ore si registrano in Sardegna 1.296 nuovi casi positivi (erano poco più di 1.300 nella precedente rilevazione), sulla base di 4.856 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 20.997 tamponi per un tasso di positività del 6,1%.

I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 28 (+ 1), mentre i ricoverati in area medica sono 231 (+ 16). Si registra anche una vittima: una donna di 88 anni, residente nella Città Metropolitana di Cagliari. Si è conclusa anche nel Nuorese la campagna di screening gratuiti in vista del ritorno a scuola. Su quasi 15mila test eseguiti, per una copertura di oltre il 60% della popolazione scolastica, 299 sono risultati positivi con un'incidenza pari al 2,03%, in linea con il dato regionale.

Intanto gli indipendentisti di iRS, ProgReS e Torra hanno presentato un esposto alla Procura di Sassari contro l'obbligo del green pass rafforzato per viaggiare. La motivazione? I sardi non hanno, come gli altri italiani, la possibilità di spostarsi da una regione all'altra. Basterebbe - spiegano - un tampone rapido prima dell'imbarco: «Rappresenterebbe con tutta evidenza, una forma di precauzione sanitaria decisamente più valida rispetto a quella offerta dalla certificazione verde ottenuta per aver effettuato la vaccinazione». (ANSA).

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