La Nuova Sardegna

La vita interrotta: il pianto, la paura, cicatrici indelebili nel cuore di tutti

di Miriana Sanna*
La vita interrotta: il pianto, la paura, cicatrici indelebili nel cuore di tutti

Scuola è lavoro - Il mio pensiero va a chi quella mattina  era convinto che sarebbe stato un giorno qualunque, non il più brutto di sempre

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Urla, esplosioni, pericolo. È questo quello che avvertirei se fossi nel bel mezzo di una guerra appena scoppiata. Più di tutto prevarrebbe la paura. Da alcuni giorni si sente ormai in ogni telegiornale e si legge su tutti i giornali e social, della guerra in Ucraina. Gente che muore, persone bloccate che non possono raggiungere i propri cari che vivono in altri paesi, o turisti, lavoratori che si sono trovati lì per caso o per lavoro, ora non possono fare ritorno alle loro vite. Ora nessuno può fare niente. Il pianto dei bambini, che capiscono che le cose non si stanno mettendo bene nel loro paese. Famiglie separate, uomini che vanno a combattere e lasciano le compagne e i figli.

Questa guerra è come una ferita che dopo tanto tempo si riapre nel momento meno opportuno. Il mondo ha appena ripreso a respirare dopo che gli ultimi due anni sono stati una dura prova per tutti i cittadini del mondo e questo conflitto ora segna un punto di non ritorno per l’Ucraina e la Russia e di sconfitta per gli abitanti di tutto il mondo. Immaginare di stare lì è come nuotare in mezzo al mare durante la notte: se non sai cavartela affoghi, se non fai attenzione alla direzione in cui nuoti la marea ti potrebbe uccidere e devi stare attento a cosa fai e a chi ti trovi vicino perché potrebbe essere la peggior cosa che ti possa succedere. Sei da solo e in ogni momento potrebbe accaderti qualcosa.

I monumenti più significativi di molti paesi del mondo si sono illuminati di giallo e blu come i colori della bandiera ucraina, le piazze si sono riempite di persone che chiedono la pace, i social sono colmi di foto e video di Kiev sotto i bombardamenti e di appelli e richieste d’aiuto di chi è bloccato là.

Una cosa che si impara a scuola è la storia dalle origini a oggi, piena di guerre, morti e catastrofi e dentro di te ti ripeti quanto tutto quello che è successo sia stato sbagliato e non necessario. E poi, meno di cento anni dopo la fine dell’ultima guerra mondiale, incroci le dita sperando che quella che molti proclamano essere la terza guerra mondiale non scoppi. Ma quanto potrà resistere l’Ucraina prima di soccombere o prendere in mano la situazione? Le strategie di guerra sperimentate negli anni sono molteplici, ma poche si sono rivelate veramente efficaci.

Il mio pensiero va a quelle persone che si sono svegliate la mattina e hanno pensato che quel giorno sarebbe stato uguale agli altri, e che invece si è rivelato essere uno dei più inaspettati e brutti. Quello che la guerra provoca non è soltanto morte, ma anche odio. Divide le famiglie, le amicizie, spezza la pace, rompe la quiete e lascia solo distruzione. Ferma i cuori, paralizza la vita, lascia cicatrici che non sono facili da ricucire.

*Miriana frequenta il Liceo Spano di Sassari

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