«Si rischia di dover gettare le merci deperibili»
Associazioni e Consorzio del pecorino: così ci rovinate. L’assessora Murgia: «Tutelare gli agricoltori»
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SASSARI. Da protesta condivisibile, nel giro di poche ore il blocco attuato dagli autotrasportatori si è fatto molti nemici, dopo che produttori e trasformatori del settore agroalimentare hanno realizzato a quale disastro si rischia di andare incontro. Il Consorzio del Pecorino romano porta alla ribalta la questione della filiera del lattiero caseario: «Grande solidarietà agli autotrasportatori sardi, colpiti da rincari diventati ormai insostenibili e che danneggiano anche il nostro comparto – dice il presidente Gianni Maoddi –. Ma, se continua così, c’è il forte rischio che si debba bloccare la produzione dei prodotti freschi e che dunque il latte non possa più essere ritirato, con danno enorme anche per i pastori che a quel punto potrebbero essere addirittura costretti a buttarlo. Serve una soluzione urgente per evitare che l’intero comparto subisca conseguenze pesantissime, ma intanto chiediamo agli autotrasportatori di garantire immediatamente almeno il trasporto delle merci deperibili in uscita dalla Sardegna e di tutti gli approvvigionamenti necessari alla vita del comparto, dai mangimi al carburante». Maoddi fa anche notare che «la Sardegna è l’unica regione dove lo sciopero è andato avanti e ora rischia di creare danni enormi a un sistema già provato dalla pandemia e dai rincari delle materie prime dovute alla guerra».
Tutti i soci di Coldiretti Sardegna, dal nord al sud dell’Isola, chiedono agli autotrasportatori «di consentire l’imbarco almeno dei prodotti deperibili, perché è giusta e sacrosanta la protesta, ma allo stesso tempo non ci si deve contribuire ad affossare l’economia sarda come stanno facendo gli speculatori. Non per questo la protesta giusta deve essere sminuita ma anzi rafforzata e sostenuta trovando alleati in tutta l’opinione pubblica».
Anche il comparto ortofrutticolo è in allarme per lo stesso motivo, fa presente Confagricoltura: «Tonnellate di prodotti agroalimentari freschi destinati alla Gdo di tutta Italia restano stipati nei camion, fermi sulle piattaforme di scarico con il rischio concreto di una loro irrimediabile perdita. Occorre che si intervenga per sbloccare la situazione in tempi brevi e, in particolare, per riavviare immediatamente le consegne dei prodotti alimentari freschi deperibili».
«Sono almeno 400 i tir carichi di prodotti agroalimentari che affollano il porto di Olbia da quattro giorni – aggiunge il presidente di Confagricoltura Sardegna, Paolo Mele – Ci risulta che molte aziende agroalimentari abbiano iniziato già da giovedì a richiamare in sede i carichi non consegnati».
L’assessora dell’agricoltura Gabriella Murgia afferma che «la Regione è vicina agli autotrasportatori e porterà le loro legittime rivendicazioni davanti al Governo. Bisogna però tutelare i nostri agricoltori che rischiano di essere danneggiati. È un problema nazionale, che però in Sardegna diventa ancora più drammatico a causa delle condizioni di insularità e pertanto ancora più urgente da risolvere». (a.palmas)
Tutti i soci di Coldiretti Sardegna, dal nord al sud dell’Isola, chiedono agli autotrasportatori «di consentire l’imbarco almeno dei prodotti deperibili, perché è giusta e sacrosanta la protesta, ma allo stesso tempo non ci si deve contribuire ad affossare l’economia sarda come stanno facendo gli speculatori. Non per questo la protesta giusta deve essere sminuita ma anzi rafforzata e sostenuta trovando alleati in tutta l’opinione pubblica».
Anche il comparto ortofrutticolo è in allarme per lo stesso motivo, fa presente Confagricoltura: «Tonnellate di prodotti agroalimentari freschi destinati alla Gdo di tutta Italia restano stipati nei camion, fermi sulle piattaforme di scarico con il rischio concreto di una loro irrimediabile perdita. Occorre che si intervenga per sbloccare la situazione in tempi brevi e, in particolare, per riavviare immediatamente le consegne dei prodotti alimentari freschi deperibili».
«Sono almeno 400 i tir carichi di prodotti agroalimentari che affollano il porto di Olbia da quattro giorni – aggiunge il presidente di Confagricoltura Sardegna, Paolo Mele – Ci risulta che molte aziende agroalimentari abbiano iniziato già da giovedì a richiamare in sede i carichi non consegnati».
L’assessora dell’agricoltura Gabriella Murgia afferma che «la Regione è vicina agli autotrasportatori e porterà le loro legittime rivendicazioni davanti al Governo. Bisogna però tutelare i nostri agricoltori che rischiano di essere danneggiati. È un problema nazionale, che però in Sardegna diventa ancora più drammatico a causa delle condizioni di insularità e pertanto ancora più urgente da risolvere». (a.palmas)
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