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Parco eolico Nulvi-Ploaghe, Erg: "Progetto sbloccato, meno pale ma più alte"

Deperu (direttore ricerca e sviluppo): "In 16 mesi cambieremo gli aerogeneratori I nuovi avranno una altezza massima di 180 metri. Investimento da 13 milioni"


08 giugno 2022 di Giuseppe Centore


CAGLIARI. Costantino Deperu è l’ingegnere a capo dei progetti di Erg, società della famiglia Garrone che dal business della raffinazione è passata negli anni scorsi a quello delle rinnovabili, diventando uno dei primi dieci player europei sull’eolico. Deperu, nato a Oristano, si divide tra Genova e Perfugas, e in questa intervista parla del progetto eolico di Erg che riguarda l’area di Nulvi-Ploaghe. Un progetto balzato agli onori della cronaca per essere il primo ad aver superato di slancio l’intero percorso autorizzativo dopo una delibera del Consiglio dei ministri dello scorso 10 marzo.

In che cosa consiste il vostro progetto, dove insiste e quali sono le caratteristiche tecniche dell’impianto?

«Il progetto che è stato sbloccato dal governo è il potenziamento di un parco eolico operativo da una ventina d’anni sulle stesse aree. La tecnologia utilizzata per gli attuali impianti è obsoleta, fuori produzione, e per questo motivo abbiamo progettato l’ammodernamento. Riduciamo il numero di turbine, che passeranno da 51 a 27, ma incrementiamo l’altezza massima che da 76 arriva a 180 metri, dimensioni coerenti con le piattaforme tecnologiche di ultima generazione. La potenza viene praticamente raddoppiata, mentre la produzione annuale di energia verrà triplicata. Per avere un ordine di grandezza, è circa la metà dell’energia prodotta a Fiumesanto. Con questo intervento Erg investirà nell’area di Nulvi-Ploaghe circa 130 milioni di euro; di questi una trentina resteranno sul territorio per la realizzazione di opere civili e servizi e i due comuni beneficeranno di seicentomila euro l’anno per i prossimi 30 anni, pari a 18 milioni di euro».

Che rapporto avete avuto con le comunità locali prima e al momento della presentazione del nuovo progetto?

«I due comuni si sono espressi a favore del repowering dell’impianto eolico nel corso del procedimento di valutazione di impatto ambientale, comprendo le opportunità in termini di occupazione e riconoscendo le compensazioni ambientali».

Dopo il no del Tar al progetto è arrivato anche quello del Consiglio di Stato, che si è espresso il 31 dicembre dello scorso anno. Ma allora perchè il governo ha dato via libera al vostro progetto?

«Perchè nel frattempo è cambiata la normativa. Con le ultime leggi sulle semplificazioni dei processi amministrativi, sia a livello nazionale che comunitario, e persino regionale, l’ammodernamento e il potenziamento degli impianti esistenti beneficiano di una corsia autorizzativa per così dire preferenziale. La stessa Regione, con una sua delibera del 27 novembre di due anni fa, ha fatto esplicito riferimento agli impianti da rinnovare e/o potenziare, “da favorire in coerenza con il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima”. La Regione ha scritto di essere favorevole a questo tipo di interventi. Insomma, per assurdo se avessimo presentato adesso quel progetto, senza cambiare neppure una virgola rispetto ad allora, sarebbe stato approvato in tempi molto più rapidi. ».

Quali tempistiche vi siete dati per completare l’intervento?

«Il progetto consta di due fasi: la disinstallazione delle 51 turbine obsolete e la loro sostituzione con i 27 aerogeneratori di ultima generazione. Ottenuta l’autorizzazione abbiamo programmato di completare l’operazione in quattordici, sedici mesi al massimo. E questo anche all’esperienza di Erg nell’investimento in repowering di impianti eolici, sia in altre regioni che all’estero, che ci ha consentito di stipulare accordi quadro con i principali fornitori di turbine eoliche. Una volta ultimato l’impianto venderà energia sia con contratti bilaterali stipulati tra privati, che partecipando alle tradizionali aste del Gestore del Sistema elettrico, con tariffe fisse per lunghi periodi, più basse di quelle del mercato libero».

Però siete consapevoli che questo progetto, come altri, trova ostacoli sia di natura ambientale che più propriamente politica. Cosa rispondete a chi dice no all’eolico?

«La scelta di puntare sulle rinnovabili, per liberarsi dalla dipendenza dei combustibili fossili fossile, è una esigenza ormai internazionale e imprescindibile. Se realizzassimo tutti gli interventi previsti potremo tagliare di un quinto le importazioni di gas in soli tre anni».

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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