La Nuova Sardegna

La fiera

Quando la pelle diventa una tela: a Sassari il primo expo dei tattoo

di Dario Budroni
Quando la pelle diventa una tela: a Sassari il primo expo dei tattoo

A Promocamera gli stand dei tatuatori: l’evento prosegue sino a domani

01 aprile 2023
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Sassari Elettrici, rumorosi, velocissimi. Nel padiglione di Promocamera adesso si sfoderano altri tipi di aghi. Non iniettano vaccini ma inchiostri speciali che colorano la pelle. Dove ci si metteva in fila con mascherina e tessera sanitaria ora si riflette su come cambiare l’aspetto di schiena, petto, braccia, collo e gambe. È la prima edizione del Sassari Tattoo Expo: cominciata ieri, proseguirà spedita fino a domani con la promessa di diventare un appuntamento fisso. Messa in piedi nel padiglione di Predda Niedda che per molti mesi aveva ospitato un hub vaccinale, la grande fiera del tatuaggio racconta un mondo che non è soltanto moda ma soprattutto arte, cultura e professionalità. Per questo Promocamera e Comune hanno deciso di patrocinare la manifestazione organizzata dall’associazione Inkantus. I tatuatori sono veri e propri artigiani della pelle e dell’inchiostro e quello in cui si muovono sta diventando un settore sempre più importante. Per rendersene conto basta dare uno sguardo agli stand allestiti nel padiglione, dove a ogni ora si intrecciano stili, storie ed esperienze diverse.

Artigiani della pelle I tatuatori sono una quarantina, molti vengono dal resto dell’isola e qualcuno anche da altre zone d’Italia e del mondo. Ai profani possono apparire tutti uguali, in realtà ognuno è specializzato in uno stile. Old school, orientale, tribale, realistico, water color, dotwork. Tra loro anche qualche piercer e un maestro di barba e capelli. Un’autorità, qui dentro, è sicuramente Stefano Moretti. Sassarese, classe 1972, ha uno studio dal 1992. È quello con una storia più lunga alle spalle. «Da piccolo mi incantavano i tatuaggi sulle braccia dei marinai – racconta –. A 16 anni andai ad Amsterdam per tatuarmi una tigre con tre zampe, ce l’ho ancora. Poi pian piano ho cominciato a farli anche io. Ricordo che per noi veterani era un buon business, mentre adesso la torta si è ovviamente divisa. Ci sono tantissimi studi. Per svolgere questo lavoro, comunque, servono passione e tanto tempo da investire nella formazione». In uno stand c’è anche Jose Rojas. La sua storia è particolare: ha 33 anni, è nicaraguense, lavora a Monza ed è sposato con Stefania, una ragazza di Ozieri. «L’ho conosciuta in Nicaragua, era lì per lavoro – racconta Jose –. Poi ho vissuto anche io a Ozieri. Ora siamo in Lombardia, dove lavoro in alcuni studi. Faccio tatuaggi da otto anni. Ora mi sono specializzato con il rosso. Punto più sul polka e sul giapponese, sulle linee fini». A differenza dei suoi colleghi Jose non è tatuato: «All’inizio non sapevo cosa tatuarmi, avevo paura di cambiare idea. Poi, pian piano, la gente ha cominciato a farsi incuriosire dal fatto di vedere un tatuatore non tatuato».

La grande fiera Il Sassari Tattoo Expo proseguirà oggi e domani, dalla mattina alla sera. In programma, oltre al lavoro dei tatuatori sulla pelle dei numerosi clienti, anche contest, show, concerti, street food e l’esibizione dell’uomo più tatuato al mondo. «A Sassari mancava una manifestazione di questo tipo – spiega Mattia Bambini, presidente dell’associazione organizzatrice Inkantus, mentre il vice è Toty Bassu –. L’obiettivo è quello di far sì che l’evento diventi annuale, quindi fisso, sempre nel periodo pre-Pasqua. È una occasione effettiva per sensibilizzare il pubblico su cosa è il settore. Non è solo arte ma è un artigianato a 360 gradi che coinvolge veri professionisti». Soddisfatto Francesco Carboni, presidente di Promocamera, l’azienda speciale della Camera di commercio di Sassari che nel suo padiglione ospita la convention. «Questo è un mondo che per molti è ancora sconosciuto – commenta –. È l’espressione di un’arte estremamente importante. I tatuatori sono artigiani mossi da una grande passione e questo è un aspetto che ci ha affascinato molto». All’expo anche Alessandra Corda, assessora comunale alle Attività produttive. «Il progetto della convention mi ha colpito fin da subito – racconta –. È la prima volta che a Sassari si svolge un evento di questo tipo. Per la città è una bella vetrina. Ci auguriamo che diventi un appuntamento fisso. È interessante anche perché si parla della storia e della cultura del tatuaggio».
 

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