La Nuova Sardegna

Terapia intensiva pediatrica

L’assessore Carlo Doria: costi dei voli irrisori rispetto a quelli di un reparto

di Roberto Petretto
L’assessore Carlo Doria: costi dei voli irrisori rispetto a quelli di un reparto

«Prevista l’istituzione all’Arnas, ma il “Brotzu” non ha spazi»

06 novembre 2023
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Sassari Alla fine è solo una questione di soldi: mettere in piedi una terapia intensiva pediatrica costerebbe molto di più che trasferire con voli speciali i casi più gravi in strutture della penisola. Il nodo è tutto qui. Lo conferma l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Doria, rispondendo ad alcune domande relative al fatto che la Sardegna sia l’unica regione italiana senza una terapia intensiva pediatrica.

«La Sardegna è dotata di 2 posti letto di terapia intensiva neonatale in Aou di Cagliari - si difende Doria -. L’istituzione della terapia intensiva pediatrica, con due posti letto, è prevista all’Arnas, sede anche della Struttura complessa di chirurgia pediatrica, ma l’ospedale San Michele, il “Brotzu”, che sarebbe il più recente in Sardegna, non ha al momento spazi per poterla accogliere. Spazi che verranno messi a disposizione dopo il trasferimento imminente alla Asl 8 del servizio per la cura dei disturbi pervasivi da sempre allocato al Brotzu».

E a proposito di ospedali Doria torna sulle recenti polemiche: « Voglio ricordare le critiche alla delibera dei nuovi ospedali che per Cagliari, e non solo, rappresentano una reale necessità sia in termini di adeguamento alle norme - il Brotzu ha camere da 4 letti senza bagno - sia in senso di dotazione tecnologica».

QUindi si fa ricorso ai voli speciali, che non sono però gratuiti: «Voglio sottolineare come i voli con i Falcon dell’Aeronautica militare, che ringrazio sempre per la disponibilità e professionalità, non sono per lo più correlati alla mancanza di posti di terapia intensiva pediatrici quanto all’invio nei centri di riferimenti nazionali (Gaslini-Genova, Meyer-Firenze, Bambin Gesù-Roma) dei piccoli pazienti da trattare per patologie per le quali in Sardegna, alla luce del basso numero di abitanti, non vi sarebbe una casistica clinica sufficiente per garantire quella sicurezza e qualità delle cure come anche richiesti dalle linee guida dell’Agenas».

E veniamo quindi al raffronto tra i costi dei voli e quelli di una terapia intensiva: «I costi dei voli aerei militari e dell’equipe sanitaria di supporto - sostiene l’assessore - sono irrisori rispetto al costo di in reparto di terapia intensiva pediatrica che sarebbe però utile per garantire le possibili emergenze che in medicina possono essere sempre possibili».

L’assessore torna allora su un leitmotiv della Giunta Solinas: le difficoltà con cui si è dovuta confrontare: «Voglio sottolineare - dice Doria - la sensibilità e attenzione di questa giunta che, per scongiurare ulteriori disservizi come quelli della scorsa estate all’ospedale microcitemico relativi all’anestesia pediatrica, ha stabilito di trasformare in Struttura complessa la Struttura semplice dipartimentale di Anestesia pediatrica del Brotzu per dare una maggiore visibilità e una migliore strutturazione ad una branca così importante dell’anestesia».

L’assessore scarica anche una parte delle colpe su una situazione complessiva della sanità italiana: «Non dobbiamo dimenticare la perdita di appetibilità della disciplina di anestesia e rianimazione con un altissimo numero di borse di specializzazione che sono andate deserte in tutta Italia. Per invertire tale rotta si rende necessario rendere più appetibile la professione medica e quelle specialità necessarie per garantire i Lea attraverso sia incentivi economici che gratificazioni professionali».

L’opposizione però non ha risparmiato critiche alla Giunta e all’assessore, ricordando che il problema della mancanza di terapia intensive pediatriche è stato sollevato a più riprese.

L’ex assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, ha dichiarato che la Giunta Pigliaru aveva lasciato un piano per la realizzazione della terapia intensiva pediatrica. Lasciato nel cassetto dalla Giunta Solinas: «La giunta Pigliaru nella scorsa legislatura - ribatte Doria - ha fatto tante dichiarazioni programmatiche ma soprattutto tanti tagli in Sanità, i cui effetti vediamo oggi, come il blocco del turnover del personale, la netta riduzione delle borse di studio regionali per le specializzazione di area medica e non medica nonché delle borse regionali per la medicina generale».

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