La Nuova Sardegna

Femminicidio

Un pensiero per Giulia Cecchettin, le dediche dei lettori e le poesie

Un pensiero per Giulia Cecchettin, le dediche dei lettori e le poesie

Ecco gli interventi dedicati alla studentessa trucidata dall’ex fidanzato

20 novembre 2023
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Il colore dei Tulipani Doveva essere del colore dei girasoli, il giorno del tuo traguardo. Quel giorno in cui si termina un percorso e si accendono i sogni, il brivido di ciò che verrà, il pensiero delle opportunità che si presenteranno, un sorriso colorato di futuro. Cosa avresti scelto per coronare il tuo giorno? Rose, girasoli? Un giorno fatto di tanti colori, come quelli dei tulipani: potenti e pieni di vita; quella vita che avevi davanti a te, Giulia, libera di viverla a modo tuo, circondata dall’amore e non dal possesso, dalle carezze e non dalle strattonate, dal desiderio e non dalla costrizione. Immagino, per il tuo giorno, di portarti un mazzo di tulipani di colori diversi, in modo che tu possa scegliere quello che ti piace di più, quello che la vita ti avrebbe restituito ad ogni tuo passo. Perché dobbiamo sentirci liberi di scegliere, sempre, e di accantonare ciò che non ci fa più stare bene. Perdonaci Giulia, perché non siamo più in grado di aiutare chi, come te, finisce nelle mani sbagliate. Perdonaci, perché continuiamo a credere in una giustizia che non si fa realmente specchio del nome che porta e, forse, ancora una volta, ci deluderà. Ma tu corri, Giulia. Non quella corsa che hai tentato per salvarti, ma quella che ti porta, serena e leggiadra, verso chi ti attende con le braccia dell’amore: spalancate, dolci e morbide nell’avvolgerti. Guardaci da lassù; cosa vedi? Di “società” ci è rimasto solo il nome, ma non lo siamo più, ognuno è isolato con se stesso. Manca scambiarci sguardi di interesse, manca nutrirci di empatia: ci siamo isolati, ognuno con i propri progetti e le proprie paure, trascinando un bisogno di aiuto inespresso che si proietta nella nostra ombra e che, passo dopo passo, calpestiamo. Succede perché non ci comprendiamo più, o forse non siamo più disposti a farlo. Si corre per inseguire gli aquiloni che fanno volare i nostri sogni più in alto che possono; con gli occhi sognanti indichiamo quale sarà il punto del nostro desiderio più grande da raggiungere. Non si corre per aggrapparci disperatamente alla vita che qualcuno, alle nostre spalle, ci sta per strappare selvaggiamente. Corri, Giulia, ma verso quel colore che avevi scelto, tra i tanti dei tulipani, per la tavolozza del tuo futuro e dipingi per noi un mondo migliore di questo. Dedicato a Giulia Cecchetin. (Chiara Sanna Cheremule)

La odio talmente tanto che la Stuprerei Esistono davvero gli uomini cattivi? «La odio talmente tanto che la stuprerei». Stavo tornando a casa da scuola quando sentii questa frase. A pronunciarla, un amico d’infanzia. Una persona che ho abbracciato quando ero triste e felice, con cui facevamo a gara ad augurarci il buon pranzo a fine mattinata. È una splendida persona, sapete? Dopo quelle sette parole ho dovuto ammettere che non esistono uomini buoni e cattivi. Non è semplice scendere a patti con la realtà. In questi giorni finalmente la questione sulla discriminazione femminile ha visto la ribalta. Sono amareggiata dal fatto che per raggiungere questo punto sia stata derubata della vita Giulia Cecchettin. Per l’Italia è servito questo terribile omicidio per aprire gli occhi. Non si ha certezza su quanto a lungo. Il problema è questo: l’omicida, cito la sorella di Giulia, Elena Cecchettin, non è un mostro. La società odierna è segnata da una grave colpa: voluta ignoranza. Gli uomini e le donne, quelle che stanno bene, non possono e non vogliono riconoscere l’orrore dell’ingiustizia e del privilegio. Continuamente alle donne sono negate libertà: di vestirsi in un certo modo, di offendere, di urlare, di bruciare questa secolare eredità che legittima gli uomini a negarne la volontà. E sapete? Si parlava della professoressa di scienze. (Roberta Oronti)

Su distaccu amorosu est atroce dolore
ma cando un amore finidi gai
cun tanta crudeltade e orrore
ne amore fidi, ne prima, ne como e ne mai…

De bontade e affettu fis prena
gioiosa, allegra e ancora in fiore
ca pariasa una verbena
in su giardinu de s'amore…

In tottu custu, sensu non b’ada!
ca de sa femmina s’omine er fizzu
porta'da chere che lizzu
e de rispettu decorada…

Cristian Fodde 19/11/2023

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