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Centrodestra ancora senza candidato governatore, Antonello Peru si propone

Centrodestra ancora senza candidato governatore, Antonello Peru si propone

Il centrodestra senza un portabandiera ma è già in campagna elettorale

13 dicembre 2023
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Cagliari Il centrodestra ha un programma, sono bastate due settimane per scriverlo, ma ancora non sa ancora chi lo diffonderà in campagna elettorale. Quando sarà scelto il candidato governatore? «Molto presto – ha risposto Fausto Piga, capogruppo di Fdi – Il tavolo nazionale e quello regionale lavoreranno in contemporanea e insieme troveranno la candidatura ideale». L’uscente Solinas o l’esordiente Truzzu? Nessuno lo sa.

Il programma «Non siamo partiti da zero – hanno detto i delegati al tavolo – La base è stato quanto abbiamo realizzato in questa legislatura e quanto vorremmo fare nella prossima». Gli elementi centrali saranno la famiglia, cellula fondamentale delle nostre comunità, e l'impresa». Intorno a questi temi, ha sottolineato Piga, «ruoteranno tutti i temi che da sempre caratterizzano l'azione politica della Regione, come salute, lavoro, trasporti, agricoltura, cultura, eccetera». Con un approccio che secondo il centrodestra «non dovrà essere più a compartimenti stagni, ma gli assessorati dovranno dialogare fra loro e agire insieme». Un esempio su tutti: la filiera famiglia, scuola e lavoro.

La provocazione Se esiste ancora molta incertezza sul nome del candidato governatore, nel centrodestra a far rumore è la dichiarazione di Antonello Peru, leader di «Sardegna al centro 20.Venti» e soprattutto il più votato cinque anni fa alle Regionali. «Nessuno più di me è rispettoso della volontà popolare – ha detto – In questi giorni, però, si sta facendo molta confusione. C’è chi ripropone i governatori uscenti solo per rispettare equilibri nazionali, altri invece vorrebbero scegliere il candidato in virtù dei risultati delle politiche del 2002, mentre noi continuiamo a dire che dovrà essere scelto il migliore e la decisione dovrà essere sardi». Per aggiungere subito dopo: «Se però dovessimo scegliere in base alle indicazioni popolari, io allora dovrei essere candidato d’ufficio presidente perché sono stato sempre il più votato dai sardi e nelle iniziative pubbliche il nostro movimento è quello che riesce a coinvolgere il maggior numero di persone».Per chiudere con un vero siluro lanciato verso Fdi: «Perché ora qualcuno dovrebbe essere nominato in base a risultati che nulla c’entrano le Regionali? Vogliamo usare questo metodo? Allora parliamone, ma dati sardi alla mano».

Presenti e assenti Al tavolo per il programma hanno partecipato Fdi, Forza Italia, Riformatori, Lerga, Psd’Az, Sardegna al centro 20.Venti, Idea Sardegna, Alleanza Sardegna-Uds, Nuova Democrazia cristiana e Udc. Confermato l’ingresso del Partito liberale, mentre Azione non s’è presentata, ma il portavoce Franco Stara ha fatto sapere: «Siamo ancora in coalizione», anche se più di un’indiscrezione darebbe il movimento di Carlo Calenda orientato altrove.
 

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