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L’Alghero-Roma spostato alle 15, l'ex sindaco Mario Bruno: «Sempre più isolati»

L’Alghero-Roma spostato alle 15, l'ex sindaco Mario Bruno: «Sempre più isolati»

Il volo da anni consentiva di viaggiare a metà mattina, evitando la levataccia per quello delle 7

17 dicembre 2023
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Sassari Quando si parla di collegamenti tra la Sardegna e la penisola ogni giorno spunta un problema diverso. A conferma che la condizione di isolani è diventata sempre più quella di isolati. L’ultima questione arriva da Alghero, dove il secondo volo per Roma è stato spostato da metà mattinata alle 15, di fatto costringendo chi deve arrivare nella capitale nel primo pomeriggio a fare la levataccia e partire con il primo volo delle 7. Una decisione che ha creato molto malcontento, anche perché il volo aggiuntivo ai due canonici del primo mattino e della sera era stato previsto proprio per agevolare i sardi. A farsi promotore di questa protesta è Mario Bruno, ex sindaco di Alghero.

«Ma è accettabile che Aeroitalia abbia spostato il secondo volo da Alghero a Roma alle 15 del pomeriggio, anziché lasciarlo a metà mattina come da decenni, e nessuno dalla giunta regionale senta di dover intervenire – attacca l’esponente recentemente tornato nel Pd –. Intollerabile un buco di otto ore tra le 7 di mattina e le 15 di pomeriggio nei collegamenti da Alghero a Roma. Quella che dovrebbe essere una navetta tra la Sardegna e la penisola, non tiene conto della continuità aerea effettiva per i sardi, ma basa tutto sulla massimizzazione del profitto per i vettori. E sulle proprie esigenze. Ma se le compagnie aeree spostano l’orario a proprio piacimento, mi chiedo perché il presidente della Regione o il suo delegato ai trasporti non sentano di dover intervenire affinché gli orari dei voli vengano mantenuti invariati e contemplino entrambi i collegamenti mattutini. E questo al di là dell’estensione degli orari garantiti dagli oneri di servizio del bando sulla continuità. A chi serve un arrivo nella capitale alle 17 di pomeriggio? Chi hanno consultato?».

Mario Bruno non si ferma alla denuncia dello spostamento del volo, ma mette sotto accusa l’intero sistema trasporti aerei dell’isola. «Un far-west che conferma quanto riporta il Corriere della Sera, sulla base di un’analisi pubblicata sabato: la Sardegna vivrebbe in questo periodo una seconda pandemia nei collegamenti aerei dopo quella scoppiata nel 2020 con la diffusione del coronavirus. Tra novembre 2022 e marzo 2023 le compagnie aeree avrebbero messo in vendita un milione di posti in meno rispetto ai cinque mesi a cavallo tra il 2018 e il 2019 e soltanto sulle rotte nazionali. Un calo clamoroso del 37 per cento. D’inverno, quando la motivazione stagionale viene meno, le compagnie riducono la connettività con la Sardegna. Alla faccia della continuità. Mancano all’appello un milione di posti rispetto al periodo novembre 2018-marzo 2019, in media 6.700 posti o 40 voli in meno al giorno. Nel frattempo, i prezzi medi — al netto degli extra come il bagaglio in stiva, l’imbarco prioritario, la scelta del posto — sono più alti del 24,5%. Sono dati forniti da Airline Data Inc sul monitoraggio tariffario. Altro che continuità territoriale. Una beffa per i sardi, sempre più isolati». (al.pi.)

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