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Curiosità

Le 10 cose da sapere assolutamente sul Natale

di Salvatore Santoni
Le 10 cose da sapere assolutamente sul Natale

Perché la Chiesa cattolica festeggia il 25 dicembre? E perché Babbo Natale è rosso? Oppure: perché si fa l’albero di Natale?

25 dicembre 2023
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Sassari Ok, il cenone della vigilia è bello che andato e (forse) già digerito. Gesù Bambino è nato, i regali sono stati scartati, i bambini hanno corso da una parte all’altra tra zii, cugini e nonni, e c’è già chi si è rimesso ai fornelli per preparare il second round: il pranzo. E in attesa di una nuova abbuffata gustatevi queste 10 cose da sapere assolutamente sul Natale:

1. Natale Il significato letterale è nascita. Ovviamente per la tradizione cristiana è il giorno della nascita di Gesù Cristo, ma c’era prima la rinascita del Sole nel periodo dell’anno in cui, dopo il solstizio d’inverno, si allungava la durata delle giornate. La data non coincide con quella della nascita di Gesù, che nessuno conosce esattamente e non è citata nei Vangeli.

2. Perché la Chiesa cattolica festeggia il 25 dicembre? Un antico documento, il Cronografo dell’anno 354, attesta l’esistenza a Roma di questa festa al 25 dicembre, che corrisponde alla celebrazione pagana del solstizio d’inverno, Natalis Solis Invicti, cioè la nascita del nuovo sole che, dopo la notte più lunga dell’anno, riprendeva nuovo vigore. Celebrando in questo giorno la nascita di colui che è il Sole vero, la luce del mondo, che sorge dalla notte del paganesimo, si è voluto dare un significato del tutto nuovo a una tradizione pagana molto sentita dal popolo, poiché coincideva con le ferie di Saturno, durante le quali gli schiavi ricevevano doni dai loro padroni ed erano invitati a sedere alla stessa mensa, come liberi cittadini. Le strenne natalizie richiamano però più direttamente i doni dei pastori e dei re magi a Gesù Bambino.

3. Tradizione Secondo quanto riportato dai vangeli Gesù nacque in una grotta di Betlemme da Maria. La tradizione del presepe (legato a San Francesco) ricostruisce quanto raccontato dagli evangelisti con il bimbo deposto in una mangiatoia, i pastori in adorazione chiamati dagli angeli. Il vangelo di Luca lo racconta al capitolo 2, come quello di Matteo. I vangeli apocrifi, esclusi dalla Bibbia, riportano invece i particolari di bue e asinello a scaldarlo, come i nomi dei Magi.

4. San Nicola Il primo e unico Babbo Natale è il vescovo Nicola. Nato verso il 270 a Pàtara in Licia, la regione dell’odierna Turchia dove si trova Antalya, fu eletto vescovo di Myra e divenne presto un personaggio in odore di santità. L’agiografia ricorda anche come abbia placato una tempesta in mare, resuscitato tre scolari uccisi da un oste, salvato tre sorelle dalla prostituzione donando al padre tre sacchetti d’oro da usare come dote. Quando il vescovo muore, il 6 dicembre, alla tomba di Myra i fedeli arrivano da ogni dove e il luogo diventa presto una meta di pellegrinaggio riconosciuta. Le spoglie, per la maggior parte sono a Bari, perché un gruppo di marinai baresi andarono a recuperarle nella Turchia ormai non più cristiana nel 1087.

5. I regali Non si sa quando furono consegnati i primi regali in nome del vescovo. Forse in Francia nel XII secolo. Si ricorda a Strasburgo nel 1480 un benefattore che il 6 dicembre vestiva i panni di San Nicola e faceva doni ai bambini. Secondo la tradizione dei Paesi Bassi, Sinterklaas vive in Spagna tutto l’anno e annota sul suo libro rosso quello che di bene o male fanno i bambini. A novembre è pronto a partire insieme al suo aiutante, Zwarte Piet, un piccolo servo moresco, arriva al porto di Amsterdam e poi la notte del 5 dicembre cavalca i cieli distribuendo i suoi regali. Un Babbo Natale buono, ma non solo, perché il suo aiutante ha un sacco abbastanza grande per portar via i bambini capricciosi.

6. Perché Babbo Natale è rosso Portato dagli olandesi a Nieuw Amsterdam (New York) ancora con le fattezze del vescovo, San Nicola, Santa Claus ritorna non più vestito di verde (come anche lo spirito del Natale presente del Canto di Natale di Dickens), ma di rosso, versione Coca Cola, pienotto e con la barca. Ha la slitta trainata dalle renne. Appare così in una pubblicità della Coca Coca nel 1931 grazie alla penna dell’illustratore Haddon Sundblom. Anche il trasferimento al Polo Nord (o nella vicina Finlandia, dove ha anche il suo ufficio postale) è dato dal fascino per i ghiacci artici che si stavano esplorando fra fine Ottocento e inizio Novecento e che tanto si abbinavano al periodo invernale in cui arriva da noi Babbo Natale.

7. Non solo il 25 dicembre Per cattolici, protestanti e ortodossi che seguono il calendario gregoriano è questa la data del Natale, ma la chiesa armena apostolica lo festeggia il 6 gennaio e si va al 7 gennaio per gli ortodossi con il calendario giuliano. Secondo tradizione il Papa celebra la messa nella notte fra 24 e 25 dicembre. È alla mezzanotte che nasce il Salvatore. A mezzogiorno la benedizione Urbi et Orbi, alla città e al mondo, da parte di Francesco.

8. L’albero Esiste da sempre la tradizione degli alberi sempre verdi come capaci di tenere lontani spiriti maligni e streghe e degli alberi ornati sacri agli dei. L’idea di decorare l’albero verrebbe dalla Germania. Si dice che Martin Lutero sia stato il primo a mettere candele sugli alberi. La tradizione sarebbe quindi associata al protestantesimo. Dall’800 è abituale in Germania e nel 1900 è arrivato nel resto del mondo.

9. Il bacio sotto il vischio Secondo i druidi, i sacerdoti dei Celti, il vischio aveva un grande potere, in quanto pianta aerea che vive attaccata al tronco degli alberi, senza toccare terra, come gli dei che vivono in cielo. Secondo i vichinghi invece era associato alla dea Freya, protettrice dell’amore e degli innamorati, e una tra le spose di Odino, re degli dei. Come sempre con i vichinghi c’è lo zampino del cattivo Loki che con il vischio, unica cosa a cui non era immune, fece colpite Baldr, figlio di Freya. Lei pianse sul cadavere del figlio, le sue lacrime diventarono le bacche bianche del vischio e Baldr tornò in vita. Da allora ringrazia quanti si baciano sotto il vischio con la protezione dell’amore.

10. Jingle Bells La canzone Jingle Bells ha come primato non solo quello di essere la melodia più martellante di fine novembre-inizio gennaio ma anche quello di essere stata la prima canzone cantata nello spazio. Il 16 dicembre del 1965 due astronauti statunitensi di nome Schirra Jr. e Thomas P. Stafford, a bordo della navicella Gemini 6, si attraccarono per la prima volta nella storia a un’altra navicella, la Gemini 7. In quell’occasione intonarono proprio Jingle Bells.

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