La Nuova Sardegna

Il lutto

È morto Ovidio Marras, il pastore contadino che salvò Capo Malfatano dal cemento

È morto Ovidio Marras, il pastore contadino che salvò Capo Malfatano dal cemento

Aveva 93 anni e la sua storia finì anche sulle pagine del New York Times

06 gennaio 2024
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Sassari È morto oggi, sabato 6 gennaio, Ovidio Marras, il pastore contadino di 93 anni che vinse la causa contro la Sitas e impedì la costruzione di un mega resort a Capo Malfatano. Marras aveva un’influenza ed era molto debilitato.

Quando nel 2010 gli avevano offerto cifre spaventose per cedere la terra di famiglia alla Sitas, un gruppo di grandi nomi dell’alta finanza. Marras aveva fermato il cemento a cinque stelle, il resort “dei padovani” destinato a specchiarsi in uno degli scenari marini più incantevoli della Sardegna, ed era finito anche sulle pagine del New York Times per non essersi piegato alla modernità.

La vittoria di Ovidio Marras Nel 2018, il “Gigante” era crollato, la Sitas, la società di cui avevano fatto parte il gruppo Benetton e il gruppo Toti - azionisti di Autostrade - la Sansedoni e Montepaschi, che voleva realizzare un immenso villaggio turistico sulla costa di Teulada, è stata dichiarata fallita dal tribunale di Cagliari. La sentenza era stata firmata nell’agosto del 2018. A chiedere il fallimento erano state alcune imprese di Teulada, coinvolte nella costruzione del resort a 312 metri dalla battigia di Malfatano-Tuerredda, destinato alla gestione del gruppo Marcegaglia e abbandonato dopo lo stop ai lavori seguito alle vittorie giudiziarie del vecchio Ovidio e di Italia Nostra. Era stato il primo ricorso urgente al tribunale presentato nel 2010 da Ovidio Marras, dopo che i bulldozer gli avevano deviato la stradina d’accesso al suo furriadroxiu, a scatenare l’azione giudiziaria contro Sitas e a provocare indirettamente, a distanza di otto anni, il fallimento della Sitas. 

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