La Nuova Sardegna

Le indagini

Assalto ai portavalori sulla 131, nella fuga i banditi perdono un milione di euro

di Nadia Cossu
Assalto ai portavalori sulla 131, nella fuga i banditi perdono un milione di euro

Un malvivente, forse ferito, ha lasciato cadere un borsone. Il denaro trovato vicino all’esplosivo e all’auto che è stata incendiata al lato della statale

02 febbraio 2024
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Sassari Schiacciato tra il guardrail e il blindato della Vigilpol che si era appena schiantato contro l’autocompattatore per i rifiuti usato dai banditi per bloccare il portavalori. I secondi contati e la fuga a piedi col denaro, giù per la scarpata che dalla 131 conduce a una strada complanare. È in quel frangente che un rapinatore – quasi certamente ferito e quando era a pochi passi dall’auto incendiata per creare ulteriore confusione e ostacolare il passaggio di altri mezzi – ha perso un borsone con all’interno un milione di euro. Denaro suddiviso in cinque buste a cui il commando ha dovuto suo malgrado rinunciare.

Col passare delle ore emergono nuovi dettagli e qualche retroscena curioso nella ricostruzione del clamoroso colpo messo a segno mercoledì mattina sulla Carlo Felice, all’altezza di Siligo.

Potrebbero essere più di due i rapinatori rimasti feriti e meno sostanzioso il bottino racimolato, considerata la perdita di un milione e il fatto che uno dei furgoni blindati è stato completamente distrutto dalle fiamme.

Le indagini della squadra mobile, coordinate dal procuratore Gianni Caria e dal sostituto Ermanno Cattaneo, vanno avanti seguendo la linea della prudenza. Indispensabile in una fase tanto delicata nella quale ogni elemento potrebbe rivelarsi utile, se non decisivo.

Il lavoro degli inquirenti, in questi giorni, è esteso tra le province di Sassari e Nuoro, compresa l’Ogliastra. È qui che si cercano legami tra persone già “attenzionate” dalle forze dell’ordine e i componenti del commando che ha ideato il colpo di mercoledì mattina. Almeno una quindicina, ma forse anche di più se si considera l’organizzazione complessiva. I banditi avevano a disposizione armi e munizioni da guerra, esplosivo, diversi mezzi per la fuga. Erano preparati, a proprio agio maneggiando i kalashnikov che non hanno esitato a puntare contro alcuni automobilisti. E probabilmente potevano contare anche su qualche appoggio nella zona circostante. O comunque non è da escludere questa eventualità. Si sono dileguati in pochi attimi e quando le pattuglie della polizia e dei carabinieri hanno raggiunto la 131, di loro non c’era già più traccia.

Sull’esito delle perquisizioni, che stanno andando avanti, non trapelano informazioni. Gli investigatori hanno ascoltato diverse persone, compresi i malcapitati testimoni dei blocchi messi in atto dalla banda nelle due direzioni di marcia della statale: Sassari e Cagliari. Nessuno, però, sarebbe stato in grado di fornire indicazioni sulla fisionomia dei banditi perché erano coperti dalla testa ai piedi. Tuta mimetica, gilet, passamontagna che nascondeva tutto il volto. Di certo, un marcato accento sardo.

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