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Riformatori, una nuova sfida all’insegna del rinnovamento

Riformatori, una nuova sfida all’insegna del rinnovamento

Molti volti nuovi dopo il passo indietro dei vecchi leader

03 febbraio 2024
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Cagliari Dal riconoscimento dell’insularità in Costituzione, sfida vinta, all’attesa che arrivi il prestigioso via libera dell’Unesco sulla civiltà nuragica inserita nel patrimonio mondiale della cultura. I Riformatori hanno portato avanti, e continuano a farlo, queste due battaglie identitarie. Lo hanno fatto nella XVI legislatura e non vogliono fermarsi nella prossima.

«È il nostro essere orgogliosamente sardi», hanno detto Mara Lai, presidente del partito, e Pierpaolo Vargiu, che guida l’associazione «Verso l’Unesco», alla presentazione delle otto liste, una in ogni collegio, per le elezioni regionali. Ancora una volta il partito sarà schierato con il centrodestra e dal candidato governatore della coalizione, Paolo Truzzu, i Riformatori sono stati salutati come «un alleato che sarà decisivo per la vittoria e lo sarà ancor più quando governeremo la Sardegna».

Stavolta, nei seggi, il movimento fondato da Massimo Fantola e Franco Meloni, si presenterà agli elettori con una novità importante. «È cominciato – hanno sottolineato dal tavolo della presidenza – un significativo cambio generazionale, ma tenendo come punto di riferimento un principio per noi inviolabile: le competenze».

Da sempre – hanno ribadito – è stato questo – «il nostro contributo a una buona e significativa amministrazione della cosa pubblica». Tant’è che, anche questa volta, sostengono di aver messo in campo «candidati importanti e preparati» sia che abbiano già governato o invece alla prima esperienza. A non essere più della partita elettorale, dopo diverse legislature, sarà Michele Cossa, un altro dei leader e anche presidente della commissione speciale per l’insularità.

«Sono molto soddisfatto del lavoro e dei grandi risultati raggiunti in questi anni dai Riformatori – ha detto – Ma è sbagliato pensare di poter rimanere dentro il Consiglio regionale a tempo indefinito. Certo, la passione per la buona politica non si può spegnere e non si spegnerà, ma pur non essendo candidato non ricordo di aver fatto una campagna elettorale più intensa di questa».

Nel 2019, alle Regionali, i Riformatori ottennero 37mila voti, quattro consiglieri eletti e un assessorato nella giunta Solinas, con Roberto Frongia prima e con Aldo Salaris poi.

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