La Nuova Sardegna

Istruzione

Pochi posti e troppi candidati: un flop il concorso per gli insegnanti di sostegno

di Silvia Sanna
Pochi posti e troppi candidati: un flop il concorso per gli insegnanti di sostegno

Per la Sardegna 99 cattedre da assegnare ma in corsa ci sono 810 insegnanti

20 febbraio 2024
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Sassari Pochissimi posti per tanti candidati. Ma solo nelle regioni del centro sud, compresa la Sardegna. Al Nord accade l’esatto contrario: moltissime le cattedre a disposizione, inversamente proporzionale il numero di candidature. Ecco perché il risultato appare già scontato: il concorso per l’immissione in ruolo di docenti di sostegno sarà un flop: la stragrande maggioranza dei posti non potrà essere assegnato e le cattedre che rimarranno vacanti andranno a ingrossare il già folto precariato, che quest’anno ha raggiunto livelli record. Un esempio arriva dalla Sardegna: il 40% dei docenti di sostegno che prestano servizio è precario, non abilitato. Nell’isola i posti a disposizione andranno via in un amen e questo sarà l’ennesimo concorso che non risolverà un problema che cresce di anno in anno con l’aumento delle certificazioni di studenti che chiedono assistenza a scuola, per patologie fisiche-mentali più o meno gravi e ritardi nell’apprendimento.

Le previsioni In ambito nazionale dei 15.588 posti che il ministero dell'Istruzione e del merito vorrebbe assegnare ad altrettanti vincitori di concorso, quasi 10mila (9.904 per l’esattezza) non verranno attribuiti perché in quattro regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto e Toscana) e soprattutto nel primo ciclo le domande di partecipazione sono inferiori ai posti messi in palio. Due cattedre su tre rimarranno libere perché l’84% dei posti banditi da viale Trastevere sono concentrati nelle scuole delle regioni settentrionali e solo il 5% in quelle meridionali. Mentre i numeri dei candidati sono capovolti: il 71% affronterà il concorso al Sud e solo l’11% al nord.

Nell’isola In Sardegna complessivamente sono messi a bando 99 posti per il sostegno, le candidature sono 810, così distribuite: 85 candidatiper 6 posti all’Infanzia, 263 per 24 alla Primaria, 199 per 45 alla secondaria di primo grado (ex Medie) e 263 per 24 alla secondaria di secondo grado (ex Superiori). Chiaro che se anche tutti 99 superassero lo scoglio della prova scritta e orale, la loro immissione in ruolo sarebbe una goccia nel mare che non risolve il problema. Si è detto più volte infatti che docenti abilitati al sostegno e studenti certificati camminano a velocità inversa e con questi ritmi, se non ci sarà un repentino cambio di passo da parte dei primi, la distanza non potrà mai essere colmata.

I numeri Ai nastri di partenza dell’anno scolastico iniziato a settembre, gli studenti certificati erano oltre 8mila, distribuiti in tutti gli ordini di scuola ma con prevalenza alle Medie e alle Superiori. I docenti abilitati al sostegno (vincitori di concorso o specializzati negli unici corsi autorizzati, organizzati dai due atenei isolani) sono circa 3450. Chiaramente non bastano per fare fronta alla richiesta; per questo circa 3mila posti in deroga sono stati assegnati a docenti non specializzati. Il rapporto numerico docente-studente dipende dalla diagnosi, nei casi più gravi si arriva al rapporto di 1:1, con le 18 ore di contratto da docente di dostegno sono attribuite tutte ad un unico allievo. Se invece la disabilità è meno grave, il sostegni è garantito a seconda dei casi per un numero di ore che oscilla da 6 a 12. Per questo ci sono docenti di sostegno che possono occuparsi anche di tre allievi con moderata disabilità dedicando 6 ore ciascuno. Ma nonostante questo, gli specializzati sono ancora pochissimi. Anche perché si stima che in molte classi almeno il 10% degli allievi (1 o 2 nelle classi più numerose) presenta comunque disturbi di vario tipo che meriterebbero accertamenti e relativa certificazione. Pertanto all’interno della classe molti docenti di sostegno e di posto comune o materia aiutano alunni con disturbi spesso non certificati e non ancora riconosciuti.

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