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Sebastian Cocco: «Le esperienze sono il futuro»

Sebastian Cocco: «Le esperienze sono il futuro»

«Dobbiamo valorizzare l'accessibilità alle bellezze naturali e alle millenarie gemme archeologiche»

19 febbraio 2024
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Nuoro «Nel corso degli anni, fortunatamente è cresciuto il turismo esperienziale, quello selettivo mirato alla visita di luoghi particolari, non necessariamente elitario». Avvocato, presidente del consiglio comunale di Nuoro e già assessore alla Cultura, Sebastian Cocco ha le idee chiare sul futuro dell’isola. Il turismo culturale è un’ottima carta da giocare. Candidato al consiglio regionale della Sardegna 2024 con “Uniti per Alessandra Todde presidente”, Cocco non ha dubbi: «Le zone interne possono continuare a sfruttare questo trend valorizzando non solo l'accessibilità alle bellezze naturalistiche ma anche alle millenarie meraviglie archeologiche. Occorre una massiccia campagna di scavi nei siti nuragici e una rete capillare di accoglienza nelle domus de janas e nelle tombe dei giganti mirata alle scuole e alle famiglie, puntando alla riscoperta della straordinaria storia della nostra isola».

Turismo esperenziale, dunque...
«Esatto. Esperenziale e culturale, aggiungo. La cultura spesso è intesa come patrimonio delle cognizioni e delle esperienze acquisite tramite lo studio, ai fini di una specifica preparazione. Per noi è coscienza di sé e del ruolo che, appartenendo a una società, ciascuno riveste. Non come somma di singoli individui ma moltiplicatore di esistenze ed esperienze che concorrono al senso di una comunità aperta, inclusiva, proiettata al futuro».

Cultura come carta turistica, fonte di sviluppo: pensa che i finanziamenti mirati possano servire a una ripresa economica del territorio?
«Secondo il rapporto annuale di Fondazione Symbola e Unioncamere, a livello globale le industrie culturali rappresentano il 3% del Pil. La filiera cresce ogni anno in media del 9%. Il prossimo governo regionale deve puntare sulle politiche culturali perché un euro investito in cultura ne genera quasi il doppio».

Il patrimonio artistico e culturale può contribuire a creare occupazione qualificata? Se sì cosa pensa si debba fare?
«Ho ricoperto dal 2015 al 2020 il prestigioso ruolo di assessore alla cultura nella mia città è in tale veste ho promosso, nel 2018, la candidatura di Nuoro a Capitale italiana della Cultura. Il precorso partecipativo che ci ha condotto tra le prime tre città in finale. Questo ha generato reddito e occupazione, ha attratto finanziamenti, ha promosso relazioni con altre città della cultura (tra tutte Parma Matera) e aumentato la consapevolezza di appartenere a una comunità colta non solo per i concittadini illustri del passato ma per i tanti talenti contemporanei nel campo della letteratura, del teatro, della musica, delle arti visive. Questo si deve fare: accettare le sfide».

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