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Elezioni regionali in Sardegna, la vittoria di Alessandra Todde: tutte le reazioni

Elezioni regionali in Sardegna, la vittoria di Alessandra Todde: tutte le reazioni

Da Giuseppe Conte a Elly Schlein, da Carlo Calenda a Maurizio Gasparri

27 febbraio 2024
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Giuseppe Conte, leader del M5S «La Sardegna ha scelto la nostra Alessandra Todde. E' la prima Presidente di Regione del M5S, la prima donna alla guida della Sardegna. E' una giornata indimenticabile. I cittadini sardi hanno chiuso la porta a Giorgia Meloni e soci e l'hanno aperta all'alternativa. L'aria è cambiata». Così su Istagram il leader del Movimento Cinquestelle, Giuseppe Conte. «Non si vince sempre con l'arroganza di chi - come Meloni - impone i candidati al territorio e si limita a salire sui palchi per i suoi monologhi pieni di false promesse, senza neppure confrontarsi con i cittadini, senza neppure fermarsi ad ascoltare i loro problemi», commenta Conte. «Abbiamo vinto ascoltando il grido di dolore dei territori, offrendo soluzioni contro una sanità disastrata dal centrodestra. Abbiamo vinto con la forza e la competenza di Alessandra, con le proposte serie e credibili, con un 'campo giusto' con le altre forze politiche. Non servono ammucchiate, campi larghissimi e minati», aggiunge il leader del M5S. «Alessandra siamo certi che ora cambierai tutto con serietà, cuore e coraggio. Forza!», conclude.



Elly Schlein, segretaria del Pd «Erano sicuri di vincere, son venuti qui a Cagliari in pompa magna, con premier e vicepremier, e la Sardegna ha risposto. Ha perso Paolo Truzzu, ha perso Giorgia Meloni che l’ha imposto con una forzatura, e ha perso pure Matteo Salvini». Lo scrive su Facebook la segretaria Pd Elly Schlein. "Era dal 2015 che non si vinceva una regione in cui governa la destra. Fra due settimane possiamo vincere anche in Abruzzo con Luciano d’Amico - aggiunge - Una cosa è certa: l’alternativa c’è. Come Segretaria, a un anno esatto dalle primarie, non potevo sperare in una ragione più bella per festeggiare! Dimostra che la direzione intrapresa è quella giusta e che essere testardamente unitari porta i suoi frutti. Lo saremo anche in vista di altre sfide ugualmente importanti, perché oggi abbiamo dimostrato che la destra si può battere! Forza Sardegna e forza Alessandra!».


Pierluigi Bersani, Pd «Lo squillo di tromba è arrivato! Grazie Alessandra per come hai guidato la riscossa sarda. Adesso, tutti in Abruzzo!». Lo scrive Pierluigi Bersani, esponente del Pd, su X, commentando la vittoria di Alessandra Todde, candidata del centrosinistra in Sardegna.


Camilla Soru, Pd «Sono contenta che non finirà per essere ricordato come il responsabile della sconfitta del centrosinistra. Spero stia bene, e non ci sia rimasto male, in campagna elettorale non ci siamo mai incrociati. Per la legge elettorale in Sardegna non entrerà in Consiglio, il terzo candidato non entra anche se rappresenta tanti voti, un’assurdità che proveremo a cambiare». Lo dice in una intervista a Repubblica Camilla Soru, futura esponente del Consiglio regionale sardo in quota dem e figlia di Renato Soru, l’ex governatore di centrosinistra. «La nostra è una vittoria totalmente sarda, però è chiaro, avrà un grande peso nazionale. Ma ha vinto Todde e con lei i sardi e il futuro di questa terra», afferma spiegando che, dal suo punto di vista, «ha perso un sindaco che è stato bocciato senza appello dai suoi cittadini, anche perché in una campagna elettorale da grande assente». «Schlein ha saputo ascoltare il suo partito regionale, noi dirigenti, e in questo modo la vittoria è stata di tutti», sottolinea. L'auspicio è che il risultato in Sardegna «imponga di rilanciare» il dialogo tra Pd e M5S.


Tommaso Giulini, Cagliari Calcio «Congratulazioni e buon lavoro, Alessandra Todde. Sport, innovazione e sostenibilità siano il futuro dell'Isola, noi ci siamo». Sono le parole del presidente del Cagliari calcio pubblicate su X.


Carlo Calenda, Azione «Complimenti ad Alessandra Todde per la vittoria e a Renato Soru per aver condotto una difficile battaglia raggiungendo un risultato non scontato. Le elezioni regionali si confermano insormontabili, dato il sistema elettorale ad un turno secco e la scarsa partecipazione che marginalizza il voto d'opinione, per le forze e i candidati che stanno fuori dai due poli di destra e di sinistra. È una lezione di cui terremo conto. Il crollo tutto interno della destra è un buon segnale per il paese e per la Sardegna che, la Lega, aveva pessimamente governato». Lo scrive su X il leader di Azione Carlo Calenda.


Maurizio Gasparri, Forza Italia «Non bisogna prendersela con i candidati. È chiaro che se si perde la scelta probabilmente non è stata ottimale, ma va dato atto a Christian Solinas di essersi ritirato e a Paolo Truzzu di essersi messo a disposizione a partita quasi iniziata». Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia in Senato. «La regola dovrebbe essere quella di scegliere i candidati migliori per ogni situazione - afferma - Non sempre quello che è un trend nazionale, in questo caso la grande forza della Meloni, si trasforma in una vittoria sul territorio. Lo diciamo sempre, ma non sempre si fa». 


Francesco Boccia, Pd «Sono molto soddisfatto perché solo qualche mese fa era inimmaginabile che stessimo commentando questi dati frutto di un grande lavoro e di un grande sforzo da parte del centrosinistra per costruire un’alternativa credibile, ed è un peccato che Renato Soru non lo abbia capito». Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Francesco Boccia, capogruppo del Partito democratico in Senato. «Il centrodestra non è maggioranza assoluta. Che l’arroganza del potere non paga e che le promesse mancate si pagano invece», afferma, assicurando che non vi è «alcuna sudditanza» nei confronti del Movimento 5 Stelle. L'auspicio del senatore dem è che il dato del Pd primo partito in Sardegna «sia confermato». «Dà il segno di una grande responsabilità politica, che il primo partito si faccia carico della coalizione, anche sostenendo una candidata che non proviene dalle sue fila. Quando si costruisce un’alleanza per governare, l’obiettivo è il risultato politico complessivo, a noi non interessa piazzare i nostri candidati, curare il nostro orticello e restare isolati», sottolinea.


Francesco Silvestri, M5S "La linea sulle alleanze è quella giusta". Lo afferma il capogruppo del Movimento Cinquestelle alla Camera, Francesco Silvestri, in un'intervista a Repubblica. Secondo Silvestri, dal voto in Sardegna, si possono ricavare due messaggi, entrambi rivolti alla maggioranza: «Il primo è che i sardi non sono caduti nella trappola Meloni che pensava di vincere facilmente. Il secondo è un messaggio ad un centrodestra imborghesito che crede che inventarsi un nemico al giorno possa bastare a mascherare i fallimenti economici, sociali e in campo internazionale». Secondo Silvestri, «l’operato della destra in Sardegna è stato fallimentare. La scelta del candidato è avvenuta a Roma senza pensare alle esigenze del popolo sardo. Queste elezioni testimoniano il fallimento della scelta di Meloni», sottolinea. 

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