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Mercato del lavoro in crisi in Sardegna, mancano 60mila lavoratori

di Claudio Zoccheddu
Mercato del lavoro in crisi in Sardegna, mancano 60mila lavoratori

Caccia ai web developer e agli specialisti dell’e-commerce

07 marzo 2024
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Sassari Non è solo un tormentone estivo. Trovare lavoratori, soprattutto qualificati, è un’impresa anche in settori completamente slegati dal mercato delle vacanze o dal settore sanitario, dove i medici di base sono diventati rarissimi e dove anche i farmacisti iniziano a scarseggiare. Secondo le ultime rilevazioni, il buco nero del lavoro avrebbe assorbito sostanzialmente un lavoratore su due, nel senso che in oltre il 40 per cento dei casi le aziende che si sono messe a caccia di dipendenti hanno fallito il colpo e sono rimaste con un palmo di naso, al punto da non essere riuscite a soddisfare un fabbisogno di oltre 60mila posti di lavoro. Un mancanza che, giocoforza, incide negativamente sui bilanci. La figura più ricercata, invece, è quella del lavoratore digitale, sostanzialmente introvabile. Un segno dei tempi, anche se da interpretare in senso negativo.

Il buco nero L’elenco dei professionisti scomparsi dal mercato del lavoro comprende, su scala nazionale, circa 300mila figure professionali, come stabilito dall’ultima rilevazione Censis Confcooperative che ha anche fissato il costo generato da questo genere di vuoto, ovvero l’1,5 per cento del Pil nazionale che in euro si traduce in 28 miliardi di perdita, con una netta tendenza al peggioramento. Nel dettaglio, la vera impresa impossibile è trovare analisti digitali ed esperti di software a chilometro zero. L’isola va particolarmente in affanno quando si tratta di reperire questo tipo di figure professionali e le aziende, spesso, sono costrette a rinunciare, lasciando scappare opportunità imperdibili nell’era del digitale. Tra i più ricercati nel lavoro “tecnologico” c’è l’e-commerce specialis t, un professionista cruciale per la gestione e il coordinamento di tutte le attività legate allo shopping digitale. Introvabili anche gli ingegneri d’automazione, che basano la loro attività sull’integrazione delle tecnologie industriali e informatiche per sviluppare processi automatizzati che operano senza intervento umano. Poi il c’è il web developer, il professionista della progettazione e implementazione di siti web, richiesto in tanti contesti, dalle piccole imprese alle grandi aziende internazionali, fino alle agenzie specializzate in web design, ai portali di e-commerce. Infine, tra i lavori più richiesti c’è quello del Seo Specialist , un professionista specializzato nel campo del Digital Marketing, con una competenza nella ottimizzazione per i motori di ricerca.

Le altre richieste Abbandonata l’idea di colmare il gap digitale, risulta complicato anche assumere gli operai specializzati: nell’isola le figure più rare sono gli idraulici, soprattutto quelli specializzati nella posa delle tubazioni di acqua e gas. Seguono i meccanici, quelli che mettono a punto macchine o attrezzature specifiche, garantendone l’installazione nei reparti e supportando la produzione. Mancano anche i saldatori e i meccanici “classici”, cioè quelli che aggiustano le automobili. L’elenco è completato da un folta rosa di tecnici specializzati, come i programmatori e gli esperti nella gestione dei cantieri edili, ma mancano anche tantissimi elettricisti, carpentieri, operai tessili. L’indice di irreperibilità di questi professionisti supera abbondantemente il 65 per cento fino a raggiungere, nel caso degli analisti digitali e dei programmatori di software, una percentuale molto vicina all’80. Ma l’elenco degli introvabili è ancora molto lungo e comprende, ad esempio, i muratori, falegnami, pasticceri, gelatai e diverse categoria di autisti, che siano tassisti o conduttori di furgoni e camion.

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