La Nuova Sardegna

Emergenza

L'assessore ai Lavori Pubblici Antonio Piu: «Contro la siccità interventi immediati»

di Andrea Sini
L'assessore ai Lavori Pubblici Antonio Piu: «Contro la siccità interventi immediati»

«Subito un tavolo con Anbi ed Enas. Ci sono già progetti avviati per 107 milioni, ma bisogna ragionare sul futuro»

09 maggio 2024
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Sassari «Non me la sento di dire che sinora non è stato fatto nulla per affrontare l’emergenza idrica. Quello che posso assicurare è che ora proveremo a fare di più. A cominciare dal tavolo che convocherò a stretto giro con Enas e consorzi di bonifica».

Siamo solo a metà della primavera e la siccità già morde la Sardegna, che si prepara ad affrontare un’estate complicatissima. Antonio Piu, nuovo assessore regionale ai Lavori pubblici, è già in trincea per provare a gestire una situazione critica per il presente e soprattutto per il futuro. Ieri su queste colonne Gavino Zirattu, presidente dell’Anbi, ha puntato il dito contro la Regione, sottolineando come negli ultimi 18 anni nessuno dai palazzi della Regione abbia pensato come gestire l’emergenza climatica.

«Quello sugli impianti idrici è uno dei primissimi dossier che ho preso in mano appena sono entrato in questo assessorato – spiega Piu –. Ho già fatto diverse riunioni per addentrarmi meglio in questo tema così stringente. Dico che il problema non è dare le colpe a qualcuno, ma provare ad avere una visione che vada oltre una programmazione limitata, considerando che ci sono già a disposizione progetti e fondi Pnrr. In questo momento stiamo portando avanti azioni che vanno nell’ottica della redistribuzione delle risorse idriche».

Siamo solo ai primi di maggio e già in molte zone ci sono problemi enormi. «La situazione in questo momento è che per quanto riguarda l’acqua potabile il sistema regge ed è resiliente – assicura l’assessore –, mentre è evidente che ci sono grossi problemi per quanto riguarda l’approvvigionamento per uso irriguo. Cosa che sta creando problema ai sindaci e mandando in sofferenza i cittadini. Questo ambito è in gran parte basato su consumi privi di contatori, nei quali il consumo che si calcola non è effettivo ma è basato sul numero di ettari serviti. Che sia grano, carciofi o un campo da golf, il consumo si calcola sulla superficie. Allora è necessario andare a controllare bene come funziona e se il sistema è ottimizzato: per questo voglio incontrare insieme Anbi ed Enas, che hanno la responsabilità sulla gestione interna di campi e zone irrigue».

Per quanto riguarda l’immediato futuro, ci sono fondi e progetti? «Per quanto riguarda la diga di Maccaronis, che si trova in una delle zone maggiormente siccitose dell’isola, la progettazione c’è ed è già in corso, con lavori già in appalto per aumentare la capacità dell’invaso. In questo caso è mancata la progettazione per la multisettorialità, con la divisione per comparti. Poi confermo che sono già appaltati interventi per 107 milioni di euro finanziati dal Pnrr per sei interventi: 66 per il Coghinas 1 e 2; 10 per i laghi del Flumendosa e il risanamento del canale; 5 per il Cixerri e Punta Gennarta; 11 complessivi per il completamento della rete irrugua dell’invaso del Rio Leni, nel Sulcis; e 4,5 per la diga di Monte Pranu. Nel frattempo i consorzi di bonifica stanno appaltando i lavori finanziati dalla Regione sulla diga di Monte Nieddu e quella di Cumbidanovu».

Qualcosa si muove, insomma, pur nel contesto di un’emergenza reale che nei prossimi anni potrebbe peggiorare, visti i cambiamenti climatici e la prospettiva di precipitazioni ancora più rare. «Dobbiamo ragionare in maniera più ampia possibile sul futuro – dice Antonio Piu –. Innanzitutto dobbiamo metterci in testa che bisogna utilizzare tutti i fondi possibili per aumentare la capacità degli invasi e contestualmente iniziare a pensare a nuovi invasi in zone meno servite. Bisogna anche puntare sulle interconnessioni, perché l’acqua è della Sardegna e non di un singolo territorio, non ci possono essere paesi e intere aree penalizzate. Pioverà di meno e l’acqua presente negli invasi sarà ancora più preziosa: quindi sarà necessario intervenire per evitare gli sprechi e ottimizzare le risorse. Questo assessorato ha competenza sulla manutenzione e l’ampliamento degli invasi, ma non sul resto. Per questo mi impegno a convocare un tavolo con Anbi ed Enas: dobbiamo capire insieme come procedere».
 

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