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“Anime sperse” di Pina Ligas al Circolo dei sardi “Gennargentu” di Nichelino


	Un particolare della copertina del libro di Pina Ligas
Un particolare della copertina del libro di Pina Ligas

Questo pomeriggio la presentazione del romanzo storico della scrittrice di Gairo da anni a Torino

19 maggio 2024
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Torino Appuntamento questo pomeriggio, 19 maggio 2024, alle ore 17,30, nella sede del Circolo dei sardi “Gennargentu”, a Nichelino (in via San Matteo), per la presentazione del romanzo storico di Pina Ligas “Anime sperse”, Iacobelli editore (Guidonia, Roma), collana “Frammenti di memoria”. L’introduzione è a cura di Rita Danila Murgia, presidente dell’associazione dei sardi emigrati. A dialogare con l’autrice del libro, invece, sarà Bruna Murgia.

Per le ore 19, inoltre, è anche in programma il concerto di musica popolare e word music del Coro polifonico Popular song diretto dal maestro Daniele Longo.

Pina Ligas, è nata nel 1957 in Ogliastra, a Gairo, e vive a Torino con la famiglia. Ha studiato al Liceo scientifico di Lanusei e lavorato 34 anni per la casa editrice Einaudi, di cui 15 anni all’Ufficio stampa e poi alla Programmazione editoriale. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo “Solo il mio silenzio” per i tipi del torinese Pintore editore. Il libro, ambientato principalmente in Sardegna, ha ricevuto diverse menzioni d’onore ed è arrivato secondo al Premio internazionale Città di Como. Ha sostenuto con i racconti antologizzati: “Il salvatore”, “È acqua...”, “Oltre il dan- no”... le iniziative di alcune associazioni benefiche.

“Anime perse” è ambientato nella Torino immediatamente post-unitaria, capitale di un Regno percorso da tensioni e conflitti sociali e politici. «La piccola Costanza De Blanchard è affetta dal male sacro – si legge nella nota di presentazione del libro –, ma è il suo piede torto, difetto fisico immediatamente visibile nella vistosa zoppia, a offendere maggiormente la sua antica e nobile famiglia. Verso i 13 anni, un suo moto di ribellione alle condizioni di isolamento cui è costretta convince il padre ad allontanarla da casa portandola segretamente in un Istituto per giovani disagiate, deviate o persino delinquenti. Per Costanza, tradita e umiliata da chi avrebbe dovuto proteggerla, inizierà una lotta fino allo stremo per conquistare la sua libertà: nonostante le offese subite riuscirà, attraverso la determinazione e il suo talento canoro, a imboccare la strada che le permetterà di raggiungere la pace interiore e vivere senza costrizioni. La storia è illuminata di luce radente per mettere in risalto aspetti di solito poco visibili al lettore: il peso della disabilità, la tirannia della famiglia patriarcale, le implicazioni sociali di una “differenza” considerata come una vergogna. Ma soprattutto i giochi di potere, ai vertici dello Stato ma anche tra le mura dell’istituto, anche tra le suore cui sono affidate quelle “ragazze perdute” cui persino la famiglia nega ogni diritto di essere. Ma luminosa è la figura della giovane Costanza e illuminata la strada del suo riscatto».

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