La Nuova Sardegna

Editoriale

In Sardegna serve subito un progetto sui trasporti

di Luca Rojch
In Sardegna serve subito un progetto sui trasporti

Il sistema è nel caos

02 giugno 2024
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Ha ragione l’ex assessore Antonio Moro quando critica la nuova giunta per avere fatto copia e incolla del precedente bando. Moro ha ragione, il bando della precedente giunta era indecente, ma forse riproporlo, con meno risorse, non è il migliore dei biglietti da visita. La giunta Todde sembra non avere ancora trovato il passo sull’emergenza trasporti, in cui il collasso del sistema è evidente. Le low cost che hanno cannibalizzato il mercato, alzato le tariffe dei voli e cancellato il resto del mercato. Ricevono soldi per mettere rotte dove preferiscono e al prezzo che vogliono. La continuità non esiste quasi più. È ridotta a una piccola zattera nell’oceano dei cieli. Sempre meno voli, con sempre meno diritti e costi in crescita.

La silente assessora ai Trasporti per ora si è limitata a fare copia e incolla di un bando che era sua volta un copia e incolla di quello precedente, ma al ribasso per voli previsti e risorse investite. Neanche un accenno al nodo della fusione degli aeroporti, né a un modello di continuità che garantisca il diritto alla mobilità dei sardi, al massimo banali dichiarazioni di intenti o di nuovissimi slogan: «Andiamo a parlare con Bruxelles», o «Stiamo lavorando».

Ma basterebbe provare a prendere un aereo da Alghero, in cui i voli si contano sulle dita di una mano, per capire che l’isola vive un allarme rosso. Ci si aspetta molto dalla giunta Todde. Ci si aspetta qualche velina in meno e qualche notizia in più su scelte urgenti e immediate che disegnano il futuro della Sardegna. A partire dalla questione aeroporti.

La minaccia di Aeroitalia di abbandonare lo scalo di Alghero mette in evidenza la fragilità del sistema aeroportuale sardo. Ed evidenzia come la politica in questi anni abbia lavorato con tenacia per rendere sempre più debole e frammentato il settore del trasporto aereo. La giunta Solinas ha speso le sue energie per impedire la creazione di un sistema aeroportuale unico per l’isola. Cosa che avrebbe difeso e avvantaggiato proprio l’anello più debole: Alghero. Con una voluta disinformazione ha cercato di confondere la gestione di uno scalo, che deve essere pubblica, con la società che la fa, privata in tutti gli scali del pianeta. Travestendo il fondo F2i, che ha come azionista di maggioranza lo Stato, da piccolo speculatore privato pronto a distruggere la libertà dei cieli dell’isola. E questa libertà la giunta Solinas l’ha difesa benissimo, ha liberato tutti i cieli dell’isola da traffico aereo.

Aereoitalia ha iniziato il balletto portato avanti da molte low cost. “Le tasse aeroportuali di Alghero sono troppo alte, o le abbassate o andiamo via”. Ryanair lo dice da tempo, e spesso ottiene più risorse, più voli, più sconti. Forse Aeroitalia cerca la stessa strada. Forse non andrà via, ma basta un annuncio per gettare nello sconforto il nord ovest dell’isola che all’improvviso vede sgretolarsi il proprio diritto alla mobilità. Si può poi spiegare perché le tasse dell’aeroporto di Alghero sono così alte. In tutti questi anni la Regione ha più volte provato a cancellare l’aeroporto di Alghero. Quando lo scalo era pubblico i politici sardi, di destra e sinistra, lo hanno utilizzato come ufficio di collocamento per i propri supporter. Una scelta che non teneva conto di concetti come competitività o sostenibilità dei costi. La società di gestione è arrivata a un passo dal fallimento. Quando il Riviera del Corallo era di proprietà della Regione dal 2001 al 2010 la Sogeaal è stata ricapitalizzata per sei volte in dieci anni: per un totale di 30 milioni di euro. Nel 2016 ogni mese l’aeroporto perdeva dai 100mila ai 130mila euro. C’era il 35 per cento del personale in più rispetto a quello che serviva. I dipendenti a tempo indeterminato erano 242, più 60 in part time. In uno scalo efficiente c’è un dipendente ogni 12mila passeggeri, ma ci sono aeroporti in cui il rapporto è di uno a 18mila. A Cagliari c’è un dipendente ogni 10mila passeggeri, ad Alghero il rapporto era di uno a 5mila. Quando F2I ha comprato l’aeroporto di Alghero, lo scalo era tecnicamente fallito, non riusciva a presentare neanche i bilanci.


 

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