La Nuova Sardegna

Il dossier Confartigianato

Imprese artigiane in crescita, ma non si trova personale qualificato

di Serena Lullia
Imprese artigiane in crescita, ma non si trova personale qualificato

A maggio di quest’anno il 49,2% delle posizioni richieste risultava difficile da coprire. Aumentano gli investimenti su tecnologia e green

06 giugno 2024
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Sassari Introvabile. Più rara dei panda. Per le imprese sarde assumere manodopera qualificata è una ricerca stancante e spesso senza lieto fine. A maggio di quest’anno, il 49,2% delle posizioni aperte risultava difficile da coprire, in aumento rispetto a maggio dello scorso anno quando i numeri già non regalavano sorrisi, 44,6%. Le previsioni per il trimestre maggio-luglio 2024 indicano 64 mila nuove entrate, con un incremento del 19,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Il dato emerge dal dossier dal titolo “Tendenze 2024 e prospettive 2025 per la Sardegna”, realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, che ha analizzato i dati tra il 2018 e 2024 forniti da Istat, Movimprese, Ministeri e Anpal. I numeri raccontano di quasi 170mila piccole e medie imprese sarde, di cui oltre 34mila artigiane, con quasi 90mila addetti, che operano nelle costruzioni, autotrasporto e autoriparazione, servizi alla persona e digitali, alimentazione e ristorazione, moda, pulizie e tutela del paesaggio e tipico e tradizionale, rappresentando il 20% della forza produttrice dell’Isola e il 13% del valore aggiunto regionale, equivalente a quasi 4 miliardi di euro.

Dal report emerge una radiografia puntuale dello stato di salute delle imprese sarde che in linea generale registrano un lieve calo nel primo trimestre del 2024. Con 169.396 realtà attive, il saldo negativo di 151 unità è frutto di 2.520 nuove iscrizioni e 2.620 cessazioni. 

Sempre nel primo trimestre, nell’artigianato le aziende registrate erano 34.314, il 20% di tutto il panorama produttivo, con un saldo di +22 attività, dato da 707 iscrizioni e 685 cessazioni, equivalenti a un tasso di crescita dello 0,06%.  Un risultato che pone la Sardegna al secondo posto in Italia per crescita del settore, appena dietro il Lazio, e ben sopra la media nazionale negativa del -0,12%. Un netto miglioramento rispetto al primo trimestre del 2023, quando l'isola aveva segnato un calo dello 0,07%.

Tra gli altri elementi della fotografia in chiaroscuro del settore si prevede un leggero miglioramento del Pil, che nel 2023 aveva subito un rallentamento, attestandosi a un timido +0,20%. Si ipotizza una crescita dello 0,34%. Nonostante queste performance moderate, si ipotizza un recupero dei livelli pre-crisi entro il 2025.

L'occupazione giovanile ha visto una crescita del +3,4% nel 2023 rispetto al 2022, ma rimane ancora un gap del -3,8% rispetto al 2019. Gli over 35 hanno registrato una crescita più contenuta del +1,5% tra il 2022 e il 2023, con un gap del -0,5% rispetto al 2019. Il settore dei servizi continua a trainare l'occupazione, impiegando 454 mila persone su un totale di 577 mila occupati.

Freno a mano tirato per l’edilizia che potrebbe subire un impatto negativo dal previsto calo a livello nazionale del 2,5% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026. Tuttavia, la nuova direttiva europea sulle “case green” potrebbe rappresentare un’opportunità di rilancio, con circa 90 mila immobili vetusti e 25 mila imprese edili pronte a intervenire.

Sempre più investimenti sono invece destinati alla tecnologia e al green. Nel 2023 il 64,1% delle imprese sarde ha scommesso su tecnologia e formazione per figure professionali green, con un incremento del +25,5% rispetto al 2022.

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