Morte Giuseppe Maio: in Tunisia un mese fa l’arresto del “re del calcestruzzo”
Gli investigatori al lavoro sul giallo dell’ex carabiniere algherese ipotizzano un collegamento tra i due fatti
Sassari Ex agenti dei servizi segreti, rappresentanti delle forze dell’ordine in pensione e altri amici. Un gruppo che si frequenta da tempo e in Tunisia, a quanto pare, si muove con perfetta conoscenza del territorio e degli ambienti.
Ufficialmente nessun coinvolgimento in indagini e attività investigative, però appena si è diffusa la notizia dell’avvelenamento degli italiani ad Hammamet, chissà perché è saltata fuori la storia dell’arresto avvenuto circa un mese fa - proprio lì - di Angelo Salvatore Stracuzzi, 57 anni, il “re del calcestruzzo” che sarebbe coinvolto in una inchiesta per reati di trasferimento fraudolento di valori, turbata libertà degli incanti ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso.
Il 57enne in passato era stato già raggiunto da provvedimenti della magistratura per presunti legami con la mafia agrigentina. La misura cautelare eseguita nella prima settimana di agosto era stata emessa dal Tribunale di Palermo in relazione ad alcuni episodi di estorsione ai danni di imprenditori dell'agrigentino, finalizzati - secondo l’accusa - ad accaparrarsi fabbricati e terreni oggetto di aste giudiziarie. Ricercato da tempo, Stracuzzi era riuscito a fare perdere le tracce in Italia e le segnalazioni più recenti con il coinvolgimento dei servizi segreti italiani lo davano appunto in Tunisia. Il “re del calcestruzzo” è stato catturato dalla Brigade Criminelle della polizia tunisina, nel quadro di un’azione portata avanti in stretta collaborazione con il Nucleo Pef della Guardia di finanza di Palermo.
Le informazioni che trapelano da Hammamet, dopo che la notizia dell’avvelenamento degli italiani è stata tenuta silenziata per giorni, sono poche e alcuni elementi dubbi relativi all’intera vicenda hanno fatto scattare anche l’intervento del Copasir e la vicenda viene seguita con particolare attenzione dal fronte italiano. La prima ipotesi è che l’ex carabiniere Giuseppe Maio sia deceduto per avvelenamento e quindi a seguito di un incidente, cioè la bevanda alcolica consumata insieme agli altri presenti alla cena avrebbe sprigionato cianuro a causa dell’amigdalina presente nei noccioli di pesco.
Il contenuto della bottiglia incriminata però poi sarebbe completamente sparito (pare svuotato nel lavandino) e questo particolare ha fatto emergere una serie di dubbi, sospetti e supposizioni che hanno ampliato il raggio delle indagini. Fino a tirare fuori anche la storia recente dell’arresto ad Hammamet di Angelo Salvatore Stracuzzi al quale avrebbero fornito un valido contributo i servizi segreti attraverso l’Interpol.
Altre voci che circolano vengono verificate per capire se davvero la morte di Giuseppe Maio e l’avvelenamento di altri tre italiani (facenti parte di un gruppo di 8 presenti alla cena) possa essere messo in relazione con qualche attività di indagine di un certo peso effettuata nell’ultimo periodo dai “servizi” in Tunisia.
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